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la commemorazione

Strage di Cutro, il centrosinistra: sui flussi serve cooperazione internazionale

Gli interventi del Pd Calabria e di Bruno

Pubblicato il: 26/02/2026 – 15:11
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Strage di Cutro, il centrosinistra: sui flussi serve cooperazione internazionale

CATANZARO “A tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, la Calabria si raccoglie nel silenzio e nel rispetto per le 94 vittime di una tragedia che ha segnato la coscienza collettiva della nostra terra e dell’intero Paese. Oggi è giorno di memoria, di pietà e responsabilità”. Lo afferma in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto. “Cutro – continuano i dem – è il simbolo di un fallimento europeo e nazionale nella gestione dei flussi migratori. È il segno doloroso di quanto accade quando prevalgono propaganda e chiusure ideologiche. In questi tre anni, il Mediterraneo ha continuato a essere teatro di tragedie, mentre il dibattito pubblico si è ridotto spesso a slogan. Le politiche migratorie non possono esaurirsi nel contrasto agli scafisti, che resta necessario, né possono fondarsi esclusivamente su logiche emergenziali. Sono necessari canali legali e sicuri di ingresso, una riforma compiuta del diritto d’asilo europeo, un sistema di redistribuzione obbligatoria tra gli Stati membri e investimenti significativi nella cooperazione con i Paesi di origine e di transito”. Il Pd Calabria richiama l’Unione europea “a una profonda assunzione di responsabilità, perché le regioni di frontiera non possono essere lasciate da sole. Occorrono risorse adeguate, strumenti comuni e politiche condivise che superino il principio del Paese di primo approdo e garantiscano accoglienza dignitosa e integrazione”. “Il governo nazionale scelga la via della cooperazione istituzionale e della programmazione. Governare i fenomeni migratori – afferma il Pd Calabria – significa coniugare umanità e legalità, sicurezza e diritti, rigore e solidarietà. La Calabria continuerà a fare la propria parte con dignità, come hanno dimostrato le comunità locali e i sindaci nei giorni più difficili. Tocca all’Europa e al governo nazionale assumere la responsabilità di scelte coraggiose, giuste e condivise, perché nessun altro mare diventi un cimitero di innocenti”.

L’intervento di Bruno

“Il mare restituisce corpi, ma non restituisce sogni. A pochi metri dalla riva si sono spezzate 94 vite: uomini, donne, bambini. Non ‘clandestini’, non ‘sbarchi’, non numeri. Persone. Figli. Madri. Padri. Esistenze che avevano attraversato deserti, guerre e fame inseguendo una sola parola: futuro”. Lo afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente. Per Bruno, la memoria deve tradursi in responsabilità politica. “Da allora abbiamo ascoltato troppe parole e visto poche scelte coraggiose. Le rotte restano pericolose, i soccorsi non sempre garantiscono tempestività e coordinamento adeguati, l’Europa non ha ancora costruito un sistema realmente condiviso ed efficace di gestione dei flussi migratori. E intanto le tragedie si ripetono. Il Mediterraneo continua a trasformarsi in un cimitero, un confine liquido che separa la speranza dalla tragedia”. “La memoria, se vuole essere autentica – prosegue – deve diventare responsabilità politica. Significa pretendere cooperazione internazionale seria, canali legali e sicuri di ingresso, un sistema europeo che non lasci sole le regioni costiere. Significa investire nei Paesi di origine e contrastare davvero i trafficanti di esseri umani, ma allo stesso tempo affermare un principio non negoziabile: in mare ogni vita va salvata”. “Cutro – conclude Bruno – non è stata solo una tragedia, è stata uno spartiacque morale. Ci ha messo davanti alla fragilità di chi fugge e alla fragilità delle nostre risposte. Se non trasformiamo quel dolore in decisioni concrete, continueremo a commemorare vittime che potevano essere salvate. Ricordare oggi significa scegliere da che parte stare. Dalla parte della vita. Sempre”.

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