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“Desert Storm”

Il pentimento di Gaetano Aloe e lo spettro dei «700 arresti» a Cirò. Il terrore degli affiliati: «Che combina adesso»

Il terremoto interno alla cosca cirotana dopo il salto del fosso del figlio di “Nick” Aloe. «Quando parla della droga poi dice di tutti noi»

Pubblicato il: 28/02/2026 – 18:00
di Mariateresa Ripolo
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Il pentimento di Gaetano Aloe e lo spettro dei «700 arresti» a Cirò. Il terrore degli affiliati: «Che combina adesso»

CROTONE «Quando parla della droga poi dice di tutti noi, hai capito? … poi vanno alla droga e poi ci dice a tutti! … manco i cani, che combina adesso! settecento arresti fa fare». Una preoccupazione espressa a più riprese con la consapevolezze che le parole di Gaetano Aloe avrebbero potuto scoperchiare un sistema dentro il quale il collaboratore di giustizia aveva navigato fino a poco tempo prima, quello emerso con l’inchiesta della Dda di Catanzaro “Desert Storm” che ha portato a 13 arresti

LEGGI ANCHE: «D’estate cifre incalcolabili»: Aloe svela il business della droga a Cirò gestito dai Farao-Marincola

Il nome che agitava il gruppo criminale era proprio quello del figlio del defunto boss “Nick” Aloe, un uomo che i segreti del clan li ha vissuti dall’interno, e che aveva deciso di saltare il fosso il 22 marzo 2023. Gli inquirenti sottolineano come il collaboratore abbia «ricostruito gli eventi oggetto del presente procedimento avendovi preso parte in prima persona e riferendo informazioni a sé sfavorevoli». Per la Dda, Aloe è un «soggetto intraneo alla cosca cirotana, godendo di una posizione privilegiata». 

«Che combina adesso! settecento arresti fa fare»

A Cirò Marina la notizia del possibile pentimento dell’ex esponente del clan Farao-Marincola preoccupava in particolare Cataldo Cozza che – stando ai racconti di Aloe – «aveva il monopolio indiscusso della piazza di spaccio di Cirò Marina». Una preoccupazione che correva sul filo del telefono e captata dagli investigatori. Dalle conversazioni intercorse tra i componenti del gruppo emerge come la notizia del suo pentimento, avvenuto il 22 marzo 2023 aveva portato Cataldo Cozza a tentare di contattare Aloe per «chiedergli contezza delle voci che circolavano», riuscendo infine a parlargli al telefono il 29 marzo. Circostanza durante la quale Aloe aveva però smentito categoricamente. 
Un dubbio che era però diventato poco dopo una certezza. Il 16 aprile, parlando con Carmine Graziano, Cozza non nasconde il panico: il timore è che Aloe, una volta arrivato al capitolo “narcotraffico”, possa decimare le fila dell’organizzazione. I due facevano espresso riferimento alle prime dichiarazioni rese da Aloe ai magistrati e nella circostanza dimostravano di essere consapevoli che, non appena avesse iniziato a parlare dei traffici di cocaina, avrebbe fatto i loro nomi, asserendo che con le sue dichiarazioni avrebbe potuto fare arrestare numerose persone (“…. dei cinque chili di cocaina” … eh, dice che: “della coca poi parliamo della droga…” e quando parla della droga poi dice di tutti noi, hai capito? … poi vanno alla droga e poi ci dice a tutti! … manco i cani, che combina adesso! settecento arresti fa fare!”).

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