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l’attesa

“Il bene comune”, il film di Papaleo girato anche in Calabria, in sala il 12 marzo

Le riprese si sono svolte per 6 settimane tra la Basilicata e la Calabria, a fare da scenario con le sue bellezze paesaggistiche

Pubblicato il: 04/03/2026 – 14:20
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“Il bene comune”, il film di Papaleo girato anche in Calabria, in sala il 12 marzo

“Il bene comune” il nuovo film di Rocco Papaleo uscirà nelle sale il prossimo 12 marzo distribuito
da PiperFilm. Una guida escursionistica, un gruppo di detenute e una gita premio al Parco
Nazionale del Pollino dalle conseguenze inimmaginabili. Le riprese si sono svolte per 6 settimane tra la Basilicata e la Calabria, a fare da scenario con le sue bellezze paesaggistiche; in particolare con l’area del Pollino ed il maestoso Pino Loricato, albero secolare simbolo dell’area, Civita, la zona di Saracena e Campotenese dove la natura incontaminata, i paesaggi selvaggi e variegata si estendono nel Parco Nazionale. Non solo montagna però in Calabria, ma anche mare con sequenze girate a Diamante, tra i colori e la luce della costa tirrenica.
Il regista torna dietro la macchina da presa per la sua quinta regia, con un cast composto da
Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Andrea Fuorto, Livia Ferri e Rosanna
Sparapano.
Scritto dallo stesso Papaleo con Valter Lupo, il film è prodotto da Roberto Sessa per Picomedia, da
Rocco Papaleo e Carlo Pontesilli per Less is More Produzioni e da Massimiliano Orfei, Luisa Borella
e Davide Novelli per PiperFilm ed è una produzione PiperFilm, Picomedia e Less is More
Produzioni, a valere sul Bando Sviluppo della Calabria Film Commission. Alla fotografia Diego Indraccolo, la scenografia è di Sonia Peng, i costumi di Sara Fanelli, il montaggio è curato da Mirko Platania e le musiche da Michele Braga.

Sinossi

Una guida turistica e un’autrice di “insuccesso” accompagnano quattro detenute sul massiccio del
Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Il cammino diventa presto un
viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamento, scandito da una musica che prende
forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi,
emozioni e storie diverse. In una natura dura e bellissima, aSraversata da una solidarietà inattesa,
emergono frammenti di vite complesse, ferite ancora aperte e il bisogno profondo di essere viste e
ascoltate. Parlare, cantare, dare un nome a ciò che si è vissuto diventa un modo per sciogliere
tensioni e ritrovare un senso di appartenenza, almeno finché un evento improvviso non rimette
tutto in discussione. Perché, a volte, raccontarsi è già un primo passo verso qualcosa di più grande.

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