Primarie centrosinistra, Canale sfida la continuità
L’ex candidato sindaco del 2011 torna in campo e prende le distanze dal PD: «Serve una nuova fase per Reggio»

REGGIO CALABRIA Dopo quattordici anni lontano dalle istituzioni, Massimo Canale torna a misurarsi con la politica cittadina, con l’obiettivo di diventare sindaco di Reggio Calabria. Il suo ritorno è guidato da Onda Orange, movimento civico fondato lo scorso luglio, nato per coinvolgere cittadini, giovani e professionisti pronti a dare un contributo concreto alla vita della città, al di là dei partiti tradizionali.
«Ho 56 anni e so che avrò ancora pochi anni da dedicare alla politica – spiega Canale in conferenza stampa in un locale cittadino insieme a Danilo Emo, presidente dell’associazione Onda Orange e di Michele Rizzo – non mi interessa cimentarmi per tutta la vita. Sentivo il dovere di dare a me stesso e alla città un’ultima possibilità per migliorare la qualità degli amministratori e del consiglio comunale». Nasce così Onda Orange, «un’associazione nata insieme ad amici che non sono particolarmente legati a un’appartenenza politica, ma che condividono soprattutto la voglia di dare un contributo concreto alla città».
Canale è candidato alle primarie del centrosinistra, si voterà domenica 15 marzo, sfidando il sindaco facente funzioni e candidato unico del Partito Democratico, Mimmo Bataglia, e l’ex consigliere regionale Giovanni Muraca, passato a Casa Riformista – Italia Viva. Pur rimanendo nell’area progressista, Canale prende le distanze dal PD, dove in passato aveva ricoperto ruoli di responsabilità nella direzione regionale calabrese, e oggi sottolinea la necessità di rompere con la continuità della Giunta Falcomatà.
Canale non è nuovo alle sfide elettorali. Nelle elezioni comunali del maggio 2011, fu candidato sindaco del centrosinistra, ma venne sconfitto al primo turno dal candidato del centrodestra, Demetrio Arena, che ottenne il 56,27 % dei voti. Oggi ci riprova.

«Non mi interessa fare una battaglia per diventare consigliere comunale a capo di una lista civica, come fanno altri – afferma Canale – il mio obiettivo è costruire un percorso nuovo per la città. Se non dovessi vincere le primarie, finisce qui: ci sarà la mia lista, che metterò a disposizione del candidato vincitore, non mi interessa fare il consigliere comunale, l’ho già fatto per tanto tempo. Se sarò sindaco invece, lo sarò solo per un giro, non intendo impegnarmi oltre il quinquennio, ma voglio lasciare un contributo concreto migliorando il livello della politica cittadina».
Canale conosce bene le difficoltà di amministrare Reggio. «Governarla non è semplice, ma io ho un osservatorio privilegiato grazie alla mia professione. Non è una città facile: servono esperienza, competenza e responsabilità». Il suo curriculum parla chiaro: consigliere comunale dal 1998 al 2012, presidente della Commissione speciale di controllo e garanzia per tre mandati consecutivi e assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Assetto del Territorio tra il 2006 e il 2007.
Per Canale è necessario chiudere la stagione della Giunta Falcomatà e superare quella che definisce la logica del “terzo tempo”, rivendicando una discontinuità amministrativa e politica. Il messaggio è netto: «Se avessimo voluto la continuità non avremmo fatto le primarie».
Con Onda Orange Canale punta a trasformare le criticità strutturali di Reggio in obiettivi misurabili: contrasto allo spopolamento, lavoro per i giovani, riqualificazione urbana, servizi efficienti. «Il 15 marzo non si vota per qualcuno, ma per qualcosa», è il messaggio che accompagna la sua candidatura.
Sono arrivati in tanti per Maso Canale e Onda Orange: Abbiamo invitato tutte le forze del centro sinistra stasera per la presentazione e del programma, ricorda . Così ecco che oltre ai giornalisti ci sono amici, simpatizzanti, sostenitori e anche Demetrio Delfino segretario provinciale di Sinistra Italiana AVS e Pino Caminiti che ha guidato le segreterie reggina del Pds, Ds, Pd e il virus della politica non l’ha mai abbandonato.

Risponde alle domande Maso Canale e non si sottrae, poi dice: «Il mio ritorno nasce anche dalla struttura stessa della mia vita. Non ho mai pensato che la politica fosse il mio lavoro. Io ho un lavoro che amo profondamente e che ho sempre svolto, anche quando, a 28 anni, ero un giovane consigliere comunale e facevo l’avvocato. Ho sempre considerato la politica un dovere civico, non un mestiere. Per me questo è lo spirito giusto: dare un contributo all’amministrazione della comunità di cui si fa parte, mettendo a disposizione le proprie competenze professionali e la propria esperienza. Racconto spesso un episodio che per me è stato significativo. Assistevo un ragazzo di quindici o sedici anni, alla sua prima esperienza penale: una rapina commessa con un motorino insieme a un amico. Tornai in consiglio comunale dopo pochi giorni e scrissi una delibera sui giovani a rischio devianza e su quelli entrati nel circuito della giustizia penale. Avevo scoperto che non esisteva alcun protocollo tra servizi sociali, uffici giudiziari ed enti locali per consentire a quei ragazzi – soprattutto alla prima esperienza – di intraprendere percorsi di responsabilizzazione e, dove possibile, di riconciliazione. Per un giovane alla prima esperienza penale, quel passaggio può fare la differenza tra diventare un delinquente abituale o riuscire uscire da quel contesto. Questo, per me, è il senso della politica: trasformare l’esperienza professionale in un contributo concreto alle istituzioni. Credo che se avessimo una classe politica più consapevole e dotata di una solida formazione autonoma, le istituzioni funzionerebbero meglio. C’è poi anche una motivazione più personale. Quando avevo 18 anni passeggiavo con mio padre sul lungomare e gli dicevo: “Papà, fra trent’anni questa città sarà moderna, efficiente, con periferie non isolate”. Oggi ho 56 anni e quei trent’anni, in un certo senso, sono ancora lì. Non sono davvero passati. Questo mi ha spinto a pensare di poter dare ancora un contributo. Non ho mai immaginato di fare politica per tutta la vita, ma sentivo che si stava creando uno spazio in cui cittadini spesso tenuti ai margini potessero finalmente partecipare, dare un contributo e trovare il coraggio di metterci la faccia. Candidarsi non è semplice: richiede determinazione e coraggio. Spero di aver contribuito a trasmettere almeno un po’ di questo coraggio a chi ha scelto di far parte della nostra lista.
Nel 2011 facemmo un’esperienza molto simile con “Energia Pulita”: una lista composta esclusivamente da persone nuove alla politica. All’epoca non era nemmeno un obbligo di legge, ma la lista era formata per il 50% da donne e per il 50% da uomini. Su 32 candidati fu eletto un consigliere comunale che non aveva mai fatto politica prima: Nino Liotta.
Questo dimostra che rinnovare è possibile, se si crede davvero che la politica sia un servizio e non una professione».
Poi ha lanciato una bordata al centrodestra: «Io oggi ho la consapevolezza che il centrodestra ha una difficoltà reale a trovare il candidato – afferma – e non pensavo che fosse così seria la questione». Una difficoltà che, per Canale, non si limita a un semplice ritardo organizzativo, ma segnala un problema politico più profondo.
«C’è una continua fuga dalle responsabilità politiche di quelli che avrebbero dovuto giocare la partita – osserva – e questo secondo me non è un buon segnale. A un certo punto nel centrodestra qualche domanda se la fanno, se sono davvero ben rappresentati. Se chi dovrebbe candidarsi continua a negarsi e a nascondersi, il fronte rischia di indebolirsi».
Allo stesso tempo, Canale non sottovaluta l’avversario.
Il programma di Onda Orange

Il programma di Onda Orange, presentato oggi in conferenza stampa, si fonda su sette assi strategici, pensati per trasformare le priorità della città in azioni concrete e misurabili. Per Canale, Reggio non è solo un luogo, ma un’identità e una responsabilità quotidiana. Gli assi comprendono lavoro, casa, ambiente, turismo, servizi, gestione amministrativa e diritti. Ogni asse affronta un tema centrale e indica obiettivi e azioni realizzabili. La suddivisione in assi permette di dare ordine alle scelte, collegare le decisioni alle risorse disponibili e misurare i risultati nel tempo. Non interventi isolati, ma una struttura chiara che orienta l’azione amministrativa entro cui si sviluppano le politiche per Reggio nei prossimi anni.
La sfida delle primarie si gioca così su una linea di confine chiara: continuità o cambio di passo. E Canale, oggi alla guida di Onda Orange, prova a incarnare la seconda opzione, con l’ambizione dichiarata di guidare Reggio Calabria in una nuova fase amministrativa. (redazione@corrierecal.it)
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