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Riduzione delle liste d’attesa, la sfida più difficile. Ecco il Piano della Regione

Decreto del commissario Occhiuto individua obiettivi e azioni – IL DOCUMENTO INTEGRALE

Pubblicato il: 04/03/2026 – 15:26
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Riduzione delle liste d’attesa, la sfida più difficile. Ecco il Piano della Regione

CATANZARO «L’obiettivo è l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati, rispetto alla patologia e alle necessità di cura. Pertanto, nella consapevolezza che non esistano soluzioni semplici e univoche, risulta necessario attuare azioni complesse e articolate». A declinare questo obiettivo è il Piano regionale di governo delle liste d’attesa, predisposto dal commissario della sanità calabrese, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, con un decreto adottato nei giorni scorsi (decreto e piano sono consultabili alla fine dell’articolo nella loro versione integrale). Si tratta di un documento programmatorio di particolare importanza, che recepisce le indicazioni del Piano nazionale e soprattutto «definisce le linee di intervento per il governo della domanda e dell’offerta delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e delle prestazioni di ricovero, i monitoraggi da implementare e traccia i contenuti dei Piani aziendali», da adottare da parte delle Asp entro 45 giorni.

Le azioni

Partendo dalla consapevolezza che per l’abbattimento delle liste d’attesa servono “a monte” anche altri fattori, come l’aumento del numero di medici e operatori sanitari, nel dettaglio il Piano regionale richiede che siano garantite diverse azioni di governo: «a) analisi della domanda di prestazioni e dell’appropriatezza prescrittiva ed erogativa; b) analisi del fabbisogno di prestazioni; c) definizione del sistema di offerta delle prestazioni; d) definizione del sistema di offerta dei servizi sanitari necessario per garantire una risposta adeguata ai bisogni assistenziali dei cittadini nonché integrazione delle reti di offerta; e) monitoraggio del rispetto delle condizioni di offerta dei servizi sanitari e dei tempi di attesa per l’erogazione delle prestazioni, nonché l’equilibrio tra offerta istituzionale e attività libero professionale intramoenia (Alpi); f) la definizione di linee di indirizzo regionali, in linea con le eventuali linee di indirizzo nazionali, rivolte alle Aziende del Ssr e agli erogatori privati accreditati, finalizzate a garantire il rispetto dei tempi di attesa con interventi relativi a tutta la filiera, dalla prescrizione all’erogazione». Si punta – prosegue il Piano regionale di governo delle liste d’attesa – a «un nuovo paradigma del sistema di offerta centrato su: nuovi strumenti di programmazione collegati all’analisi della domanda e alla tempistica delle prestazioni; utilizzo di tutti gli erogatori e di nuove tipologie erogative e di presa in carico come le farmacie dei servizi, le strutture in corso di realizzazione per il Pnrr e la telemedicina; la definizione degli ambiti territoriali di garanzia, di nuove modalità di integrazione con il privato accreditato e la previsione di percorsi di tutela; nuove modalità erogative di assistenza: prestazioni a distanza sia come modello di offerta di cura (televisita, telemonitoraggio) sia per l’appropriatezza prescrittiva (teleconsulto); la gestione informatizzata delle liste d’attesa per ricoveri programmati, nuovi modelli e sistemi di verifica dei tempi e delle liste d’attesa, attraverso la piattaforma regionale delle liste d’attesa (ReCup) e quella nazionale».

Gli obiettivi

La riduzione dei tempi di attesa – puntualizza il Piano regionale – «costituisce un obiettivo prioritario per la significativa e specifica ricaduta che riveste sia sull’organizzazione del servizio sanitario sia sul diritto dei cittadini all’erogazione delle prestazioni definite dai livelli essenziali di assistenza. La concreta realizzazione del Piano regionale di governo delle liste di attesa mira all’erogazione dei servizi entro tempi appropriati, rispetto alla patologia e alle necessità di cura. Pertanto, nella consapevolezza che non esistano soluzioni semplici e univoche, risulta necessario attuare azioni complesse e articolate, in grado di mettere in linea il Piano regionale con il Piano nazionale ed in grado di promuovere il principio di appropriatezza nelle sue dimensioni clinico/prescrittiva e organizzativa».

Gli ambiti

Due gli ambiti in cui strutturare l’abbattimento delle liste d’attesa: il primo è quello delle prestazioni di specialistica ambulatoriale («rappresentano la problematica che più frequentemente interessa i cittadini. Al fine di rendere congrui i tempi di attesa con il bisogno del cittadino, da tempo le prescrizioni riportano l’attribuzione del caso ad una classe di priorità, la cui indicazione è obbligatoria per tutte le prestazioni diagnostiche e per le prime visite. Le classi di priorità cui fare riferimento sono: U (Urgente) da soddisfare nel più breve tempo possibile e, comunque, entro 72 ore; B (Breve) da eseguire entro 10 giorni; D (Differibile) da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici; P (Programmata) da eseguire entro 120 giorni»). Il secondo ambito è quello delle prestazioni di ricovero (qui «verranno sviluppati strumenti di prenotazione informatizzata, anche con la finalità di permettere la corretta programmazione delle risorse chirurgiche e il monitoraggio trasparente ed omogeneo dei tempi per intervento chirurgico»). (c. a.)

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