Lo Stato alza una “barriera” contro gli assalti alle banche e ai risparmi dei cittadini
In Prefettura a Catanzaro la firma del protocollo di intesa per la prevenzione della criminalità finanziaria. Ferro: «Lo Stato c’è». L’Abi: «Preoccupa l’uso dell’esplosivo»

CATANZARO Lo Stato alza una “barriera” contro gli assalti alle banche e ai risparmi dei cittadini. È stato firmato in Prefettura a Catanzaro il protocollo per la prevenzione della criminalità finanziaria ideato dopo gli ultimi gravissimi fatti di cronaca, con diversi sportelli bancomat fatti saltare in aria in Calabria, e in particolare nella provincia catanzarese. L’intesa è stata sottoscritta, alla presenza del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, dal prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa e dal coordinatore di Ossif-Centro ricerca Abi Sicurezza anticrimine, Marco Iaconis: hanno partecipato anche i vertici delle forze dell’ordine e i rappresentanti dei Comuni di Catanzaro, Lamezia, Soverato, Decollatura e Vallefiorita.
Gli interventi
«La firma del protocollo rappresenta un importante accordo di collaborazione tra Prefettura, forze di polizia e sistema bancario, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei cittadini, dei risparmiatori e degli istituti di credito», ha esordito Ferro ricordando che l’intesa «nasce anche in risposta ai recenti episodi criminali verificatisi nel territorio, per i quali le forze dell’ordine hanno già individuato i responsabili. L’iniziativa si inserisce inoltre – ha spiegato Ferro – nel quadro delle nuove misure introdotte dal governo nel pacchetto sicurezza, che prevede pene fino a 25 anni di reclusione per chi assalta o incendia bancomat e strutture strategiche, anche attraverso tecniche di tipo militare. Lo Stato c’è e lo dmostra anche in questa occasione. Quando un bancomat viene fatto esplodere in un piccolo comune, non si colpisce solo una banca: si colpisce un servizio essenziale, si crea paura tra i cittadini, soprattutto quelli più vulnerabili si danneggia il tessuto sociale ed economico locale. La sicurezza economica è parte integrante della sicurezza pubblica e la tutela di cittadini e imprese passa anche attraverso strumenti di cooperazione come il protocollo di oggi, che – ha sottolineato ancora il sottosegretario Wanda Ferro – rappresenta un modello di prevenzione integrata che punta ad anticipare i fenomeni criminosi, migliorare la capacità di risposta e contrastare in modo sempre più efficace rapine, truffe e reati predatori. Continueremo a sostenere ogni iniziativa che metta al centro la sicurezza del territorio, la protezione dei risparmiatori e la difesa della legalità, attraverso un’azione coordinata e sistemica tra pubblico e privato, per prevenire le minacce prima che colpiscano le nostre comunità». Il prefetto De Rosa a sua volta ha evidenziato: «Il protocollo punta soprattutto a rafforzare la prevenzione, attraverso una collaborazione più stretta tra istituzioni e settore privato. In particolare prevede uno scambio più efficace di informazioni e banche dati, l’utilizzo di tecnologie avanzate e un controllo del territorio più mirato, per permettere alle forze di polizia di intervenire in modo tempestivo ed efficace. I protocolli, infatti, non sono semplici atti formali, ma strumenti operativi che diventano concreti grazie all’impegno delle persone chiamate ad applicarli. All’accordo – ha aggiunto De Rosa – hanno aderito dodici istituti di credito del territorio. L’obiettivo è intensificare la cooperazione tra banche, forze di polizia, Abi e Ossif, il centro di ricerca anticrimine dell’Associazione bancaria italiana. Alle banche viene chiesto di rafforzare le misure di sicurezza, in particolare quelle di difesa passiva degli sportelli Atm, per rendere più difficile l’azione dei criminali. Un elemento centrale del protocollo – ha ricordato ancora il prefetto di Catanzaro – è la creazione di una banca dati condivisa dei referenti, a disposizione sia delle banche sia delle forze dell’ordine, che renderà la collaborazione più immediata ed efficace». Per Iaconis «tra i punti qualificanti dell’intesa vi sono l’innalzamento dei livelli di prevenzione attraverso uno scambio informativo più strutturato con le forze di polizia e l’adozione di misure di sicurezza specifiche per ogni filiale e per ogni sportello Atm, sulla base di valutazioni puntuali del rischio. Il protocollo prevede anche l’utilizzo delle tecnologie più moderne, compreso lo scambio di informazioni legate all’intelligenza artificiale, che può supportare sia le attività di prevenzione sia quelle investigative».
Le dinamiche criminali
Iaconis si è soffermato anche sulle dinamiche criminali che colpiscono il mondo del credito: «Negli ultimi anni il reato di rapina in banca, che in passato rappresentava una delle principali preoccupazioni, è fortemente diminuito grazie alla riduzione del contante nelle filiali e all’introduzione di sistemi di sicurezza sempre più efficaci. Tuttavia il protocollo prende in considerazione un ampio spettro di rischi: dalle truffe agli anziani agli attacchi agli Atm, fino alle minacce legate alla sicurezza informatica e alle aggressioni non predatorie. Per quanto riguarda gli sportelli bancomat recentemente colpiti, non sono emerse particolari carenze strutturali: erano dotati di sistemi di sicurezza, ma gli attacchi sono stati effettuati con esplosivi, una modalità che rende difficile la prevenzione e preoccupa. In questo contesto – ha concluso il dirigente di Abi – sistemi come la macchiatura delle banconote, che rende inutilizzabile il denaro rubato, possono rappresentare un importante deterrente e molte banche stanno iniziando ad adottarli». (a. c.)
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