«Nessuno può restare indifferente». A Vibo la campagna Anci contro la violenza sulle donne – FOTO
Nella sala consiliare di Palazzo Luigi Razza l’incontro promosso dal Comune capoluogo e dal Comune di Brognaturo

VIBO VALENTIA Un primo passo per rafforzare la sinergia fra comuni e istituzioni per il contrasto alla violenza di genere. Si è svolto oggi pomeriggio presso la sala consiliare di Vibo Valentia l’incontro organizzato dal Comune capoluogo insieme al Comune di Brognaturo nell’ambito della campagna dell’Anci “Contro la violenza sulle donne – Mai bandiera bianca”. Nell’occasione, è stata presentata un’indagine sul ruolo degli enti locali nelle politiche per la parità di genere, introdotta dalla sindaca di Brognaturo e membro regionale della Commissione nazionale Pari Opportunità dell’Anci Rossana Tassone. A presenziare, oltre alle autorità militari, i sindaci della provincia vibonese, la presidente Anci Calabria e sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella, la referente USR Calabria Franca Falduto e Stefania Figliuzzi, presidente del Coordinamento Cadic.


La campagna dell’Anci
«Anci sta portando avanti un grande movimento contro la violenza sulle donne» ha affermato a margine la presidente Simona Scarcella. «Forse sembra scontato parlarne ancora oggi, ma come dimostrano i dati purtroppo non è così». L’obiettivo della campagna, spiega, è quello di «sensibilizzare le amministrazioni comunali e i cittadini a denunciare ogni forma di violenza sulle donne. I comuni devono supportare le donne con i mezzi che si hanno a disposizione, come i servizi sociali dell’ente e con i comandi di polizia locale. Sono tutte attività che possono aiutare coloro che per fragilità, anche economiche, non possono denunciare, non possono sottrarsi alle violenze e agli abusi che quasi sempre sono in famiglia. La violenza non può lasciare nessuno indifferente, soprattutto gli amministratori locali». L’emergenza in Calabria è in linea a quella nel resto d’Italia. «I dati sono purtroppo allineati con il trend nazionale. Quest’anno i primi femminicidi li abbiamo avuti proprio in Calabria. Ma c’è anche una grande volontà di cambiare le cose».


«Le norme ci sono, ma non vengono applicate»
«Quella che manca – continua Scarcella – è un allineamento tra il sistema normativo e le misure concrete che vengono adottate. Questo è un problema che non è più la politica che deve risolvere, ma che adesso è in mano all’autorità giudiziaria. Purtroppo le norme ci sono, è che non vengono applicate. Noi assistiamo spesso a dichiarazioni da parte degli organi di stampa dopo femminicidi di donne che avevano denunciato tre, quattro, dieci volte, e ci chiediamo tutti quanti come è possibile che una misura di prevenzione non sia stata applicata prima. Dobbiamo fare leva su questo ed è un dovere di tutti quanti, anche e soprattutto delle istituzioni locali. Noi sindaci – conclude Scarcella – siamo quelli che hanno il contatto diretto con i cittadini, soprattutto nei centri piccoli come i nostri, e che quindi prima di ogni altro siamo in grado di recepire delle richieste di aiuto. Dobbiamo fare la nostra parte, non possiamo sottrarci a questa responsabilità». «Siamo convinti sia una battaglia da portare avanti tutti insieme» ha aggiunto il sindaco Enzo Romeo. «è una battaglia giusta, importante e di grande civiltà. Noi dobbiamo essere in prima linea perché la violenza sulle donne è un qualcosa che provoca vergogna. Ed è una condizione che la donna innanzitutto non merita. La quantità di femminicidi è qualcosa che veramente deve farci riflettere e farlo devono essere soprattutto gli uomini». (ma.ru.)
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