Benzina, Calabria e Bolzano le prime a sfondare la soglia di 1,8 euro al litro
L’Unione Nazionale Consumatori: «Il governo intervenga subito senza temporeggiare»

In appena 2 giorni, dal 4 al 6 marzo, il gasolio self è aumentato di 11,6 cent al litro in Sicilia, pari a 5,80 euro in più per un pieno di 50 litri, mentre la benzina self ha sfondato la soglia di 1,8 euro in Calabria e a Bolzano. E’ quanto emerge dallo studio dell’Unione Nazionale Consumatori basato sulle medie regionali e autostradali calcolate giornalmente dal Mimit. La classifica delle regioni che in 2 giorni hanno registrato i maggiori rialzi per quando riguarda il gasolio in modalità self service vede al 1° posto la Sicilia, con un balzo di 11,6 cent al litro (+5,80 euro a rifornimento). Medaglia d’argento per il Molise (+10,6 cent equivalenti a 5,30 euro per un pieno), sul gradino più basso del podio la Campania (+10,5 cent, +5,25 euro a rifornimento). La regione più virtuosa, l’Umbria (+8,6 cent, +4,30 euro) anche se l’incremento più basso è per le autostrade: +8 cent, +4 euro per un pieno. Certo le autostrade segnano il minore rincaro, anche perché hanno i prezzi in valore assoluto più alti: 1.983 euro al litro. Rispetto al territorio, vince Bolzano con 1,969 euro, al secondo posto la Calabria con 1,946, medaglia di bronzo per Trento con 1,943 euro. Per quanto riguarda la benzina, rispetto al prezzo pubblicato oggi, vincono Calabria e Bolzano che sono le prime a sfondare la soglia di 1,8 euro (1,801), seconde solo alla rete autostradale che segna 1,854 euro. Segue la Basilicata con 1,792. Per la classifica delle regioni che hanno la maggiore crescita dei prezzi della benzina self, la medaglia d’oro va alla Campania e al Molise che dal 4 al 6 marzo segnano una variazione di 4,4 cent al litro, 2 euro e 20 per un pieno di 50 litri.


«Sono evidenti le speculazioni, considerato che al momento non c’è alcuna contrazione effettiva dell’offerta di carburanti e nemmeno di petrolio. Per questo chiediamo al Governo di mandare la Guardia di finanza a effettuare controlli a tappeto presso le compagnie petrolifere e i distributori e di intervenire con un primo provvedimento che riduca di 10 cent le accise sui carburanti così da frenare ulteriori rincari. Non ci prendano in giro temporeggiando o promettendo di studiare strani e complicati meccanismi, come quelli previsti dal decreto legge n. 5/2023 secondo il quale si può intervenire solo quando è troppo tardi. Si faccia come il Governo Draghi: si riducano le accise senza tante chiacchiere, senza se o ma», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
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