Corte dei Conti, Guzzi: «La recente riforma può generare diverse problematiche»
Il presidente della sezione giurisdizionale calabrese parla in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario

CATANZARO La recente riforma della Corte dei Conti «può generare non poche problematiche, sia dal punto di vista interpretativo sia per quanto riguarda il diritto transitorio». Lo ha affermato il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Calabria, Domenico Guzzi, parlando con i giornalisti in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. «Per quanto riguarda il funzionamento degli uffici, in Calabria – ha sostenuto Guzzi – si sono sempre distinti per un’indubbia produttività e per la capacità di rispondere alle esigenze di giustizia della collettività. Sul piano legislativo, invece, occorre registrare la recente approvazione di una legge di riforma della Corte dei Conti, pubblicata circa due mesi fa e non ancora pienamente applicata, poiché attualmente in fase di rodaggio. Tuttavia, riteniamo che questa riforma possa generare non poche problematiche, sia dal punto di vista interpretativo sia per quanto riguarda il diritto transitorio. Una delle disposizioni previste dalla cosiddetta legge Foti (legge 1 del 2026) stabilisce infatti che le nuove norme debbano applicarsi anche ai giudizi in corso alla data della sua entrata in vigore, avvenuta il 22 gennaio. È quindi evidente che noi interpreti avremo non poche difficoltà nella gestione del periodo transitorio». Guzzi ha poi aggiunto: «La nuova normativa introduce inoltre un doppio limite alla risarcibilità del danno. Il primo limite riguarda l’accertamento del danno stesso: il risarcimento non può essere superiore al 30% dell’importo accertato. Il secondo limite riguarda invece i soggetti citati davanti alla Corte dei Conti che hanno un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione danneggiata, come nel caso di dipendenti pubblici. Nei confronti di questi soggetti, qualora riconosciuti responsabili, non può essere addebitato un importo superiore al doppio dell’annualità dello stipendio percepito. Queste – ha concluso il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Calabra- sono alcune delle principali problematiche introdotte dalla nuova normativa». (a. c.)
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