Frodi comunitarie, sanità e lavori pubblici “buchi neri” della Calabria. Oltre 250 milioni in fumo per la Diga del Melito
L’analisi del procuratore facente funzioni della Corte dei Conti della Calabria, Giovanni Di Pietro, all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

CATANZARO «Il settore della sanità continua a rappresentare, come di consueto, uno degli ambiti più rilevanti dell’attività della Procura, in particolare per quanto riguarda le tematiche legate all’accreditamento delle strutture sanitarie, alla gestione degli appalti e ai casi di malpractice. Accanto a questo, rimane centrale anche il settore del pubblico impiego, nel quale sono stati rilevati diversi episodi di assenteismo e di svolgimento di attività extraistituzionali senza la necessaria autorizzazione, soprattutto da parte di docenti universitari e personale medico. Un altro ambito significativo è quello delle opere pubbliche, nel quale sono emersi casi di rilevante danno erariale, oltre a situazioni di danno all’immagine della pubblica amministrazione conseguenti a gravi reati penali commessi da dipendenti e amministratori pubblici». A rilevarlo il procuratore facente funzioni della Corte dei Conti della Calabria, Giovanni Di Pietro, all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Sanità e lavori pubblici
Per quanto riguarda in particolare il settore sanitario – ha proseguito Di Pietro – «le principali criticità emerse dall’attività della Procura nell’ultimo anno riguardano soprattutto le procedure di accreditamento delle strutture sanitarie, con irregolarità e illegittimità riscontrate in questo ambito. Ulteriori problematiche sono state individuate nella gestione degli appalti per la fornitura di beni e servizi, nonché nei casi di malpractice medica, con responsabilità attribuite a medici e operatori sanitari a seguito dei danni lamentati dai pazienti». Tra i casi più gravi emersi, anche per l’entità del danno economico, vi sono – ha aggiunto il procuratore contabile – «quelli relativi al settore delle opere pubbliche. Nel corso dell’ultimo anno è stata depositata una citazione in giudizio — per la quale non è ancora stata emessa la decisione — che ha individuato un danno superiore a 259 milioni di euro in relazione alla realizzazione della diga sul fiume Melito. La vicenda riguarda la revoca totale del finanziamento destinato all’opera: è stato infatti accertato che oltre 102 milioni di euro sono stati spesi per un’infrastruttura rimasta incompleta e successivamente abbandonata, senza quindi apportare alcuna utilità alla collettività. Sempre nel settore delle opere pubbliche è stato avviato un altro giudizio relativo al crollo di un viadotto situato lungo la strada che collega il viadotto Ortiano, nell’entroterra cosentino, con la fascia costiera. In questo caso il danno stimato supera i 4 milioni di euro. È inoltre possibile citare una sentenza depositata nel 2025 relativa all’indebita percezione di contributi e finanziamenti destinati all’accoglienza dei migranti. La sezione giurisdizionale – ha ricordato Di Pietro – ha accolto la domanda della Procura, condannando un’associazione e diversi soggetti privati al risarcimento di un danno superiore a 34 milioni di euro. In attesa della definizione dei termini di impugnazione, la Procura ha inoltre disposto il sequestro dei beni dei soggetti coinvolti».
Le frodi comunitarie
Un altro ambito particolarmente rilevante per la Procura della Corte de Conti «è quello delle frodi legate ai contributi agricoli. Dal punto di vista numerico si tratta del settore con il maggior numero di procedimenti avviati e di sentenze depositate, con riferimento all’indebita percezione di contributi erogati da Arcea, l’agenzia regionale responsabile della gestione di tali finanziamenti». Per quanto riguarda infine i fondi comunitari – ha proseguito il procuratore Di Pietro – «si rileva purtroppo che una parte significativa dei finanziamenti indebitamente percepiti ha origine proprio nei fondi europei. Questo rappresenta un problema particolarmente grave: oltre alla dimensione del fenomeno illecito e al conseguente danno erariale, tali comportamenti sottraggono risorse a soggetti che potrebbero utilizzarle in modo legittimo e produttivo, arrecando così un danno anche all’economia sana della Regione, che si vede privata di importanti opportunità di sviluppo». In generale – ha sostenuto Di Pietro – «nel corso degli anni la Procura della Corte dei Conti ha dimostrato grande efficacia nel contrasto ai fenomeni di mala amministrazione e di danno erariale in questo settore. Tuttavia, non si registrano cambiamenti significativi nelle modalità con cui tali illeciti vengono commessi: i fenomeni tendono a ripetersi nel tempo con casistiche molto simili, salvo variazioni dovute a circostanze contingenti. Per quanto riguarda la Calabria, una specificità può essere individuata proprio nell’ambito dell’indebita percezione di contributi pubblici, in particolare quelli agricoli. In alcuni casi questi finanziamenti sono diventati una forma anomala di sostentamento per soggetti che non ne avrebbero diritto e che li utilizzano impropriamente, talvolta anche in contesti legati alla criminalità organizzata». (a. c.)
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