’Ndrangheta, rapina del 2003: scarcerato Alessio Ricco
Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza emessa nei confronti dell’indagato, difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Giuseppe Bruno

CATANZARO Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza emessa nei confronti di Alessio Ricco (difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Giuseppe Bruno), già detenuto presso la Casa Circondariale di Catanzaro e catturato nel mese di ottobre 2025 a seguito di un lungo periodo di latitanza. L’indagato era stato destinatario di una ordinanza cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, in merito ad una rapina pluriaggravata eseguita con l’utilizzo del metodo mafioso e con la finalità di agevolazione del gruppo mafioso diretto da Giuseppe Scornaienchi.
In particolare, Ricco, unitamente a un altro soggetto rimasto ignoto, è stato ritenuto gravemente indiziato della commissione della rapina a mano armata commessa il 17 gennaio 2003 ai danni del gestore di un distributore di carburante, ubicato a Guardia Piemontese, comune dell’alto tirreno cosentino.
La persona offesa, dopo essere stata minacciata con una pistola alla fronte, è stata scaraventata a terra e costretta a consegnare circa 900 euro, corrispondente al guadagno della giornata. Le immediate investigazioni, svolte all’epoca dall’Arma dei Carabinieri, hanno consentito di ritrovare nel limitrofo comune di Acquappesa l’autovettura, prima rubata e successivamente utilizzata per commettere l’azione criminale, all’interno della quale è stato sottoposto a sequestro un passamontagna, sul quale il Ris di Messina, dopo aver estratto il Dna, ha svolto gli accertamenti tecnici, risultati determinanti.
(f.b.)
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