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“svolta” normativa

Concessioni marittime, la (possibile) “mossa” della Regione per venire incontro ai balneari

Proposta di legge punta ad affidare ai Comuni la verifica sulla scarsità delle spiagge: se non c’è, scatta la proroga degli stabilimenti. Sostegno agli operatori colpiti dal maltempo

Pubblicato il: 12/03/2026 – 6:23
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Concessioni marittime, la (possibile) “mossa” della Regione per venire incontro ai balneari

LAMEZIA TERME Sul piano formale si tratta di una proposta di legge regionale che reca “Disposizioni normative in materia di demanio marittimo”. Sul piano politico, invece, è una proposta che di fatto viene incontro ai balneari, anche con riferimento agli effetti delle ultime ondate di maltempo. È la proposta di legge presentata dal capogruppo di Forza Italia alla Regione, Domenico Giannetta. Il testo prevede che, ai fini dell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, gli enti locali costieri accertino la scarsità della risorsa “spiaggia” e/o la sussistenza di un interesse transfrontaliero certo all’assegnazione della concessione. In presenza di una di queste condizioni, i Comuni provvedono all’indizione di procedure a evidenza pubblica per individuare il concessionario. Qualora invece non sussistano né la scarsità della risorsa “spiaggia” né un interesse transfrontaliero certo, gli enti locali costieri indicono procedure ad evidenza pubblica soltanto per le concessioni non ancora assegnate e, contestualmente, procedono alla proroga delle concessioni balneari attualmente in essere per un periodo pari a quello previsto per le nuove assegnazioni.

Il testo

In sintesi, il primo comma stabilisce che il Comune debba verificare la scarsità della risorsa spiaggia e l’eventuale interesse transfrontaliero: se tali condizioni sussistono, si procede con la gara. Il secondo comma della proposta di legge regionale — probabilmente il più rilevante se rapportato alla realtà calabrese — prevede invece che, in assenza di scarsità e di interesse transfrontaliero, le gare riguardino soltanto le nuove concessioni, mentre quelle esistenti vengano prorogate. In termini sostanziali, secondo diversi analisti, la proposta punta a venire incontro alle esigenze dei balneari. L’impostazione scelta mira infatti a localizzare la valutazione della scarsità della risorsa (Comune per Comune), a sostenere che in Calabria le spiagge non siano una risorsa scarsa e, su questa base, a legittimare la proroga delle concessioni esistenti. Un’altra novità rilevante è contenuta nell’articolo 1, comma 3, dove si prevede che, in deroga al comma 1, le concessioni balneari siano prorogate per il tempo necessario a consentire l’ammortamento e l’equa remunerazione degli investimenti, con un limite massimo di cinque anni: la finalità indicata dalla proposta è assicurare la realizzazione delle opere necessarie al ripristino della funzionalità degli stabilimenti balneari colpiti dalla devastante ondata di maltempo verificatasi nei mesi di gennaio e febbraio 2026. La relazione illustrativa lega questa scelta a un interesse pubblico ritenuto preminente: garantire i servizi di accoglienza turistica, evitare il blocco delle attività produttive e rendere sostenibili gli investimenti richiesti per la riapertura degli stabilimenti. Nel complesso, comunque, si tratta, evidentemente, di un testo destinato ad aprire un serrato dibattito, anche alla luce del possibile disallineamento con la legislazione europea e con gli orientamenti della giustizia amministrativa. (c. a.)

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