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inchiesta “libeccio”

L’assalto dei clan di Isola ai lavori dell’aeroporto: «Arrivano i soldi, una milionata ce la deve versare»

Al centro delle mire delle cosche Arena, Manfredi e Nicoscia, l’imprenditore che si era aggiudicato i lavori. I dialoghi in carcere e le possibili ingerenze dei clan di Cutro

Pubblicato il: 13/03/2026 – 7:01
di Mariateresa Ripolo
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L’assalto dei clan di Isola ai lavori dell’aeroporto: «Arrivano i soldi, una milionata ce la deve versare»

ISOLA CAPO RIZZUTO Milioni in arrivo che avevano inevitabilmente attirato gli appetiti dei clan, pronti ad avvicinare l’imprenditore che se ne sarebbe occupato aggiudicandosi i lavori. Al centro delle mire delle cosche Arena, Manfredi e Nicoscia c’era anche l’aeroporto Sant’Anna di Crotone, descritto nelle intercettazioni come una vera e propria occasione da sfruttare. Non solo le estorsioni ai commercianti locali, tra proiettili e minacce, comprese quelle a titolari di supermercati e addirittura alle attività del circo, l’inchiesta “Libeccio” della Dda di Catanzaro ha scoperchiato un piano ben più ambizioso dei clan di Isola Capo Rizzuto con il miraggio dei 37 milioni di un appalto nello scalo pitagorico. Le indagini hanno svelato come i clan crotonesi – nonostante i colpi inferti dai precedenti blitz “Blizzard”, “Folgore” e “Black Flower” – siano stati capaci di riorganizzarsi, impartendo ordini, attraverso i vertici, anche da dietro le sbarre sotto il regime del 41bis.

Il piano per avvicinare l’imprenditore: «Una milionata ce la deve versare»

Il 20 luglio 2024, i microfoni degli inquirenti captano l’entusiasmo di Bruno Simone Morelli: «Gua’ arrivano i soldi mo’… 37 milioni». L’obiettivo è chiaro: un grosso appalto per il rifacimento del muro di recinzione dell’aeroporto e la realizzazione di una strada di 12 chilometri.
Se l’appalto è milionario, la quota per il clan deve essere proporzionata: «Una milionata ce la deve versare», dice l’indagato con riferimento a un noto imprenditore crotonese che si era aggiudicato i lavori, un obiettivo da «avvicinare» il prima possibile per evitare che altri esponenti della criminalità locale potessero precederli «così vanificando la possibilità di incamerare almeno 1 milione di euro».
E nelle intenzioni di Morelli c’era anche quello di distribuire i proventi illeciti facendo qualche “regalo”: «Poi giustamente il regalo a qualcuno glielo facciamo no! A qualche buon amico»
Un argomento, quello dell’aeroporto, oggetto di conversazione anche in carcere. Il 6 settembre 2024, Morelli si interfaccia con i vertici, i detenuti Luigi e Pasquale Manfredi.
Ma l’affare aeroporto poteva diventare anche un terreno di scontro. Morelli lamentava possibili ingerenze da parte di soggetti di Cutro («dice che dobbiamo dare conto a Cutro, si spaventa che nel meglio vengono quelli di Cutro che vogliono qualche cosa») ribadendo però che a Isola dovevano operare solo gli appartenenti di quel locale. Questioni che secondo gli investigatori, fanno emergere «chiaramente il legame a doppio filo tra le attività di matrice estorsiva e gli assetti della cosca, nonché l’importanza della competenza territoriale». (m.ripolo@corrierecal.it)

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