La battaglia del referendum, e poi “nuova” Giunta ed elezioni. La “calda” primavera del centrodestra in Calabria
Coalizione concentrata sulla campagna per la riforma della giustizia, che ha importanti risvolti politici ed è la priorità nell’agenda della coalizione

LAMEZIA TERME Per quanto si sia trattato di una vittoria in un’elezione particolare, di secondo grado, senza il coinvolgimento diretto dei cittadini, quella di Biagio Faragalli che ha conquistato la Provincia di Cosenza ha un indubbio significato politico, confermando il buono stato di salute del centrodestra in Calabria e, di converso, il perdurante impasse di un centrosinistra sempre più tafazziano che mai. Un buon viatico, per la coalizione di governo, in vista delle prossime sfide, nel brevissimo e nel breve-medio termine. All’orizzonte infatti alcuni passaggi politici che diranno molto sulla tenuta della coalizione che alla Regione governa con il presidente Roberto Occhiuto, vicesegretario nazionale di Forza Italia. C’è un’agenda sul tavolo del centrodestra, chiamato a una serie di step in questo anno solare che è di preparazione a un 2027 decisivo, che avrà il suo clou con le Politiche. Ma intanto, anche per lo schieramento calabrese c’è un primo banco di prova, importante: il referendum sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo. Appuntamento che ovviamente riguarda tutta l’Italia ma la Calabria tuttavia riveste in questo scacchiere un ruolo fondamentale, perché la regione è una roccaforte del centrodestra, ricordando che la Calabria è stata una delle ultime che sono andate al voto per le Regionali. “Al netto” della sua peculiarità, la partita referendaria ha comunque un evidente risvolto politico, ed è dunque la priorità anche per i big del centrodestra calabrese, a partire dallo stesso Occhiuto, frontman di quella Forza Italia che probabilmente più di tutti spinge per portare a casa la riforma della giustizia, “pallino” se non addirittura ossessione del Cavaliere Berlusconi, ancora oggi e forse oggi persino più di ieri faro degli azzurri, da Occhiuto a scendere. Una vittoria del sì il 22 e 23 marzo in Calabria sarebbe dunque un segnale importante da spendere anche a Roma, da qui l’intensificarsi delle iniziative anche in Calabria, con Forza Italia e Fratelli d’Italia molto mobilitate (la Lega un po’ meno, a dire il vero, ma nemmeno il Carroccio è fermo).
L’agenda
È evidente che il referendum al momento è la “madre di tutte le battaglie” per il centrodestra anche in Calabria, al punto che – osservano quasi tutti gli analisti ma lo confermano anche fonti qualificate della coalizione – ogni altro dossier per il momento non è accantonato né abbandonato ma è solo posticipato. Come il tema dell’allargamento della Giunta annunciato più volte da Occhiuto con l’ingresso di un assessore in quota Lega e un altro in quota Noi Moderati. Uno dei passaggi propedeutici per completare anche questo tassello potrebbe essere consumato a breve, anche prima della Pasqua, in Consiglio regionale, con l’approvazione della contestatissima “leggina” sui sottosegretari (anche se forse potrebbe esserci bisogno anche di una variazione di bilancio), ma la nomina dei due nuovi assessori e dei sottosegretari comunque – dicono i “bene informati” – al momento non sembra essere una priorità imminente, né da parte dei partiti interessati c’è una fortissima spinta in tal senso (anche se sia Lega sia Noi Moderati stanno riflettendo al loro interno). Una volta incassato il risultato del referendum i ragionamenti potrebbero essere più facili e il quadro degli equlibri interni al centrodestra più chiaro (ma dipende ovviamente da quale sarà l’esito della consultazione). In ogni caso, per il centrodestra il referendum è la porta d’ingresso a una primavera “calda”, anche perché a fine maggio ci saranno le Amministrative in due capoluoghi importanti, Reggio Calabria e Crotone (qui candidati sindaco di fatto entrambi di Forza Italia, visto che il pitagorico Vincenzo Voce è ormai a tutti gli effetti azzurro) e poi si entrerà nel vivo per altre due piazze complicate, Cosenza e Catanzaro (quest’ultima è già da ora complicata, e le Provinciali di fine marzo potrebbero ulteriormente complicarla). (a. c.)
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