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inchiesta Grecale

Presunti illeciti nei laboratori dell’Umg di Catanzaro, il pm chiede nove condanne – NOMI

Al centro dell’inchiesta i presunti illeciti nella gestione degli stabulari universitari e i rapporti con l’Asp veterinaria

Pubblicato il: 16/03/2026 – 15:27
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Presunti illeciti nei laboratori dell’Umg di Catanzaro, il pm chiede nove condanne – NOMI

CATANZARO Nove condanne e un’assoluzione. È quanto ha chiesto al termine della proprio requisitoria il pm della Procura di Catanzaro Saverio Sapia nell’ambito del troncone abbreviato del processo “Grecale” con al centro le accuse di associazione per delinquere, corruzione, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato e maltrattamento e uccisione di animali da parte dell’Asp nei laboratori scientifici dediti alle sperimentazioni sugli animali nell’Università di Catanzaro.

Chieste le condanne di:

  1. Giuseppe Caparello, direttore del Dipartimento di Prevenzione veterinaria dell’Asp di Catanzaro: 5 anni e 4 mesi di reclusione
  2. Maria Caparello, figlia di Giuseppe Caparello, accusata di corruzione perché sarebbe stata ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica grazie al rapporto corruttivo tra il padre e l’ex rettore: 2 anni e 8 mesi
  3. Luciano Conforto, veterinario: un anno
  4. Luca Gallelli, membro della commissione di concorso per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica: 2 anni e 4 mesi
  5. Vincenzo Mollace, professore universitario: un anno e 4 mesi
  6. Emilio Russo, sperimentatore e supervisore delle sperimentazioni: 9 mesi
  7. Pierfrancesco Tassone, responsabile scientifico: 9 mesi
  8. Daniele Torella, responsabile scientifico: 2 anni e 6 mesi
  9. Domenico Voci, veterinario: 9 mesi

Il pm ha chiesto, invece, l’assoluzione per Vincenzo Musolino.

L’inchiesta

L’inchiesta ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere all’interno dell’Università Magna Graecia, ritenuta responsabile – secondo l’accusa – di una serie di gravi illeciti nella gestione di due stabulari universitari, laboratori con cavie vive, dove sarebbero state sistematicamente violate le norme e i protocolli sulla sperimentazione animale. Secondo quanto emerso dall’inchiesta della Guardia di Finanza di Catanzaro, Giuseppe Caparello è considerato «promotore e organizzatore dell’associazione» e, in qualità di direttore della Struttura Complessa del Servizio Veterinario dell’Asp di Catanzaro dal 2018 e di direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catanzaro dal 2020, «avrebbe coordinato le attività del sodalizio criminale», impartendo agli ispettori dell’Azienda sanitaria veterinaria di ispezionare gli stabulari con «istruzioni volte ad omettere di rilevare le criticità presenti». Inoltre, si legge ancora nel capo d’accusa, avrebbe mantenuto «uno stabile rapporto corruttivo con l’ex rettore Giovambattista De Sarro e Rita Citraro, entrambi finiti ai domiciliari, ottenendo l’illecita ammissione della figlia Maria alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia Clinica».

Le ispezioni

Nel mirino dell’inchiesta l’esito delle quattro ispezioni realizzate nel corso degli ultimi dieci anni dall’Asp veterinaria di Catanzaro in entrambe le strutture, di cui tre a Roccelletta e una a Germaneto. Nell’ordinanza, quindi, si fa riferimento ad una prima ispezione risalente al 22 dicembre del 2016 presso lo stabulario di Roccelletta di Borgia, connessa a quelle precedente risalente, invece, al 12 maggio 2015. L’esito era “regolare” in ordine alle condizioni igienico-sanitarie e al rispetto del benessere animale, ma nel verbale di ispezione è riportato un richiamo all’assenza dell’armadietto dei farmaci ed al registro degli stupefacenti, affermando la necessità della loro istituzione, attesa «l’indispensabilità degli stessi al rilascio dell’autorizzazione per la scorta di farmaci veterinari». Come sarebbe emerso dai controlli della Guardia di Finanza, però, nonostante le prescrizioni, di fatto non sarebbero mai stati istituiti i registri che verranno introdotti, per lo stabulario di Roccelletta, solo nel 2021. Ciononostante, nel successivo controllo eseguito il 22 dicembre del 2016, Viscomi e Anselmo Poerio affermano che «l’ispezione ha avuto esito regolare». Nell’ordinanza, poi, viene riportata un’altra ispezione eseguita a Germaneto il 29 dicembre del 2016 da Viscomi e Poerio, attestando l’esito regolare del controllo che ha riguardato le «condizioni di benessere sugli animali da esperimento». Come emerso però dall’attività investigativa, solo una settimana prima – il 22 dicembre 2016 – presso lo stabulario di Germaneto non erano presenti il registro di carico e scarico farmaci, quello di carico e scarico sostanze stupefacenti, l’armadietto blindato per le scorte di stupefacenti e quello per le scorte dei farmaci e le prescrizioni di farmaci analgesici e antinfiammatori. (Gi.Cu.)

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