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L’indagine

Lamezia, il salto di livello dello spaccio: partite da 600 grammi di cocaina e un giro al dettaglio da migliaia di euro

Dall’inchiesta “Pullo” emergono quantitativi che andavano oltre la singola dose: contestata anche una cessione da 200 grammi per 11mila euro e un presunto giro da 10 a 15mila euro al mese

Pubblicato il: 18/03/2026 – 7:00
di Giorgio Curcio
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Lamezia, il salto di livello dello spaccio: partite da 600 grammi di cocaina e un giro al dettaglio da migliaia di euro

LAMEZIA TERME Una rete ben organizzata tra rifornimento e spaccio al dettaglio in un ampio territorio. Anche perché la richiesta di dosi di droga era costante e crescente tra la città di Lamezia e i centri limitrofi: Gizzeria e Curinga su tutti. Ciò che emerge però dalla conclusione indagini firmata dalla Procura di Lamezia Terme nei confronti di 21 indagati è un’asticella spostata un po’ più in alto, oltre le dosi e lo scambio, toccando quantitativi considerevoli ed evocando, così, un fiorente mercato della cocaina in mano a poche figure.

L’agosto caldo del 2021

È uno dei passaggi chiave dell’intera indagine ricostruita dai poliziotti del Commissariato di Lamezia e della Squadra Mobile di Catanzaro. E, nella chiusura indagine, è possibile cerchiare in rosso una prima data importante. Quella del 16 agosto 2021. Da quanto emerge dalla chiusura indagini, infatti, Giuseppe “Peppe” Buffone (cl. ’77) e Pietro Antonio Pascuzzo (cl. ’78) entrambi di Lamezia e che, in concorso tra loro, avrebbero detenuto ben 600 grammi di cocaina. E di questo quantitativo, sempre secondo la contestazione dell’accusa, circa 200 grammi sarebbero stati ceduti, con l’intermediazione di Pascuzzo, a Francesco “Ciccio” Galluzzi (cl. ’92), che li «avrebbe acquistati per finalità di spaccio, al prezzo complessivo di 11mila euro». Di certo è uno dei passaggi più pesanti dell’impianto accusatorio perché segna il punto di svolta oltre il quale il gruppo incriminato avrebbe – almeno nei numeri – superato la dimensione dello spaccio al minuto per salire di livello considerato il quantitativo di cocaina trattato.

Fiumi di cocaina e guadagni tra 10mila e 15mila euro

Come è possibile leggere nella chiusura indagini della Procura lametina, inoltre, ancora a Francesco Galluzzi viene addebitata la presunta detenzione, in epoca precedente e prossima al 16 agosto, di ingenti quantitativi di cocaina, con un guadagno mensile stimato tra 10mila e 15mila euro. Un’indicazione – quella emersa dalle indagini – che, se confermata nel prosieguo del procedimento, darebbe la misura di un’attività tutt’altro che episodica e suggerirebbe un ruolo non marginale nel circuito della droga ricostruito dagli investigatori. A proposito del “mercato della droga”, sempre relativamente all’agosto del 2021 a Buffone, ad esempio, viene contestata la cessione a Pascuzzo di 35 dosi di cocaina, oltre a un ulteriore quantitativo imprecisato della stessa sostanza. Nello stesso capo compare anche Fernando “Nando” Gamberale (cl. ’84) che, secondo quanto emerso dagli atti, avrebbe «acquistato 10 grammi di cocaina divisi in 14 dosi, con taglio al 30%, al prezzo di 50 euro al grammo, oltre ad altro quantitativo di qualità migliore a 60 euro al grammo». Allo stesso Gamberale, inoltre, la Procura di Lamezia contesta di avere acquistato la cocaina da Buffone per rivenderla a 80 euro al grammo oltre alla presunta detenzione di un quantitativo destinato allo spaccio al dettaglio, indicato in circa 20 dosi giornaliere.

Rifornimenti e dosi in grandi quantità

Sempre al 16 agosto 2021 risale un ulteriore capo d’accusa contestato ancora al duo Buffone-Pascuzzo. In questo caso negli atti si parla di 31 grammi di cocaina destinati allo spaccio, di altri 3 grammi ceduti a 210 euro a un soggetto non identificato, di sostanza “sfusa” da preparare con sostanza da taglio, di 50 grammi ceduti in precedenza nell’estate 2021 e di altri 20 grammi da consegnare ad Antonio Mendicino (cl. ’68) di Lamezia Terme, anche lui fra i destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini. Insomma, ciò che emerge fino a questo punto dall’inchiesta “Pullo” è un quadro inquietante relativamente alle quantità di droga che sarebbero circolate nell’hinterland lametino, rafforzando la ricostruzione di un gruppo organizzato e non occasionale e di una grande capacità di smerciare droga potendo contare su rifornimenti e dosi in grandi quantità. (g.curcio@corrierecal.it)

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