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l’inchiesta della Dda

‘Ndrangheta nella Sibaritide, chiuse le indagini sull’omicidio di Giuseppe Gaetani – NOMI

Il 50enne ucciso a Cassano allo Jonio, il 2 dicembre 2020. Il delitto rientra nella strategia criminale frutto dell’alleanza tra Forastefano e Abbruzzese

Pubblicato il: 19/03/2026 – 10:16
di Fabio Benincasa
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‘Ndrangheta nella Sibaritide, chiuse le indagini sull’omicidio di Giuseppe Gaetani – NOMI

COSENZA Il 30 settembre 2025, un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha raggiunto tre indagati –Pasquale Forastefano, Nicola Abbruzzese Domenico Massa – nelle carceri di Cuneo, Novara e Lanciano. L’accusa per i tre è di aver avuto un ruolo nell’omicidio di Giuseppe Gaetani, ucciso a Cassano allo Jonio la sera del 2 dicembre 2020.  Le accusa vanno dall’omicidio premeditato e detenzione e porto abusivo di armi da guerra e comuni da sparo, aggravati dalla finalità dell’agevolazione mafiosa. Gaetani era stato freddato mentre si trovava a bordo della sua vettura, in prossimità di rincasare. Contro la vittima, il commando ha esploso 14 colpi di pistola semiautomatica calibro 9 x 21: il gruppo di fuoco si è mosso a bordo di un furgone, poi affiancato all’autovettura della vittima all’esterno della sua abitazione. Il 50enne originario di Cassano allo Ionio era noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti, ritenuto molto vicino al defunto boss Leonardo Portoraro. L’omicidio, per chi indaga troverebbe la sua ragione nella complessiva strategia criminale finalizzata ad assicurare l’egemonia, in tutta la piana di Sibari, delle cosche di ‘ndrangheta Abbruzzese e Forastefano. 

La chiusura delle indagini

A distanza di sei mesi dal blitz, la Dda ritiene chiuse le indagini a carico di Nicola Abbruzzese detto “Semiasse” (difeso dagli avvocati Antonio Iorio е Giorgia Greco), Domenico Massa (difeso dall’avvocato Gianluca Serravalle), Gianluca Maestri, collaboratore di giustizia (difeso dall’avvocato Michele Gigliotti) e Pasquale Forastefano alias “l’animale” (difeso dall’avvocato Pasquale Di Iacovo).
In particolare, Pasquale Forastefano è considerato reggente dell’omonima cosca di Cassano all’lonio, «ideatore e organizzatore dell’omicidio», condividendo il progetto con Nicola Abbruzzese «capo della cosca degli “zingari”, al quale si rivolgeva affinché fornisse un killer di sua fiducia, poi individuato in Gianluca Maestri», diventato nel frattempo collaboratore di giustizia. Domenico Massa, invece, è per l’accusa un «componente di primo piano del clan Forastefano, braccio destro del capo» e avrebbe fornito sostegno logistico al piano omicidiario mettendo a disposizione il capannone dove occultare sia le armi che il mezzo per commettere l’omicidio. Inoltre, sempre secondo quanto ricostruito dall’accusa, avrebbe accompagnato il killer Maestri, dopo l’agguato, prima a San Lorenzo del Vallo e poi a Cosenza. (f.benincasa@corrierecal.it)


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