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Omicidio in Sicilia

Ucciso e dato alle fiamme, arrestato figlio del boss

Alla base dissidi nel traffico di droga

Pubblicato il: 19/03/2026 – 19:23
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Ucciso e dato alle fiamme, arrestato figlio del boss

Dissidi maturati nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti e debiti di gioco. Sarebbero questi, secondo gli investigatori, i motivi alla base dell’omicidio di Salvatore Alfio Privitera, ucciso la sera del 5 gennaio scorso con un colpo di fucile alla nuca. Il cadavere, poi dato alle fiamme, venne rinvenuto nelle campagne di Carlentini, in provincia di Siracusa. Per il delitto i carabinieri, che hanno condotto le indagini, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Pietro Catanzaro, 35 anni, nato a Lodi e residente a Catania, e di Danilo Sortino, 22 anni, nato a Lentini. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Catania, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.
I due indagati devono rispondere, in concorso, di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e danneggiamento seguito da incendio, reati aggravati dal metodo mafioso. Catanzaro, con precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di armi e stupefacenti, è figlio di Giovanni Catanzaro, detto “u milanisi”, ritenuto esponente apicale del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. Sortino, invece, ha precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, nella serata del 5 gennaio la vittima sarebbe stata attirata all’interno del Villaggio Ippocampo di Mare, a Catania, dove, al culmine di una violenta aggressione, sarebbe stata raggiunta da un colpo d’arma da fuoco alla nuca, rivelatosi fatale.
Sul luogo del delitto i due indagati avrebbero inizialmente tentato, senza riuscirci, di cancellare le tracce appiccando un primo incendio. In seguito avrebbero caricato il cadavere sull’auto in uso alla vittima, trasportandolo poi in località San Demetrio, nel territorio di Carlentini. Una volta giunti sul posto, avrebbero incendiato la vettura con il corpo di Privitera all’interno.

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