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I controlli

Gioia Tauro, il caso dei container accende la protesta: la richiesta di «embargo totale»

Accertamenti in corso sulla natura dei materiali, mentre cresce la pressione per il rispetto delle norme sul traffico di armi

Pubblicato il: 20/03/2026 – 15:56
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Gioia Tauro, il caso dei container accende la protesta: la richiesta di «embargo totale»

Un appello per fermare ogni fornitura militare a Israele si leva dalla Piana di Gioia Tauro. Da Rosarno associazioni pro Palestina e sindacati autonomi, – come riporta l’Ansa – chiedono un embargo totale nel rispetto dei trattati internazionali e della legge 185 del 1990, che in Italia disciplina esportazione, importazione e transito di materiali di armamento, imponendo controlli rigorosi e principi etici. L’iniziativa arriva dopo il caso degli otto container bloccati nel porto di Gioia Tauro dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle dogane, a seguito della segnalazione del Movimento Bds sulla possibile presenza di materiale bellico.

Dai primi controlli effettuati, i container conterrebbero lastre di acciaio di varie forme. Su questi materiali è stata disposta una perizia per accertare se possano avere un utilizzo militare o essere destinati ad altri scopi.

«Oggi siamo qui – ha detto collegata da remoto da Gioia Tauro Giorgia Cusciglio, coordinatrice europea Bds intervenendo alla conferenza stampa svoltasi a Rosarno – per sostenere i movimenti italiani nel dare l’allarme e chiedere la fine della complicità degli Stati e di aziende multinazionali, in particolare italiane con il genocidio, l’apartheid e l’occupazione illegale perpetrati da Israele contro i palestinesi».

Secondo l’esponente del movimento, con il materiale trovato «si stima che si potrebbero produrre fino a 13.000 proiettili di artiglieria da 155 mm, che potrebbero essere caricati con diverse testate, dagli esplosivi convenzionali, alle bombe a grappolo e al fosforo bianco, che risultano ampiamente utilizzati nei bombardamenti israeliani su aree densamente circolate a Gaza».

«Il Movimento Bds – ha aggiunto – invita i governi di tutto il mondo ad agire, confiscando e indagando sulle spedizioni segnalate, istituendo una più dirigente e rafforzata vigilanza e applicando un controllo più rigoroso alle navi. Chiediamo che le autorità italiane applichino la legge italiana e il diritto internazionale e si assumano impegni concreti per fermare qualsiasi futura spedizione legale attraverso i porti».

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