‘Ndrangheta nel Tirreno Cosentino, Scornaienchi e Ferraro scelgono il rito abbreviato
Questa mattina, l’udienza preliminare a Catanzaro. Ventuno imputati saranno giudicati: quattro in abbreviato e 17 con il rito ordinario

CETRARO Quattro imputati in abbreviato e gli altri giudicati con rito ordinario. Questa mattina, si è tenuta a Catanzaro l’udienza preliminare del procedimento giudiziario che mira a far luce sulla presenza nel Tirreno Cosentino di un gruppo criminale di matrice ‘ndranghetista al cui vertice, secondo l’accusa, si troverebbe Giuseppe Scornaienchi. «Controllo del territorio» e una «articolata distribuzione di compiti e funzioni» avrebbero permesso al gruppo criminale ritenuto derivazione della cosca Muto di esercitare il potere sul territorio cetrarese. Nel filone investigativo della Dda sono finiti tentativi di estorsione ai danni di imprenditori operanti nei settori sanitario e dei trasporti, il tentativo di estorsione posto in essere ai danni di una discoteca del Tirreno Cosentino mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco e due tentativi di furto a danno degli sportelli bancomat. E poi fanno parte del faldone dell’accusa anche i reati di ricettazione di diverse auto e targhe, la detenzione illegale di armi ed esplosivi, in alcuni casi adoperati per la perpetrazione di atti intimidatori con finalità estorsive.
Quattro imputati: Fedele Cipolla, Giuseppe Scornaienchi (difeso dagli avvocati Paolo Pisani e Marco Bianco), Vincenzo Bufanio e Giuseppe Ferraro (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri) hanno optato per il rito abbreviato, il processo inizierà il prossimo 24 aprile. Quest’ultimo, nei giorni scorsi, si è costituito alla caserma dei Carabinieri di Cetraro dopo essersi sottratto alla cattura al termine dell’operazione denominata “Thyrrenum”, condotta dalla Dda di Catanzaro. Ferraro, al pari di Giuseppe Scornaienchi, si era reso irreperibile. (f.b.)
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