Pd Cosenza, il weekend più lungo: dopo il referendum i due scenari per l’era Lettieri
Le indicazioni romane hanno “calmierato” le fibrillazioni interne alla federazione. Ma da martedì le dinamiche interne cambieranno. Dopo Pasqua assemblea e direzione

COSENZA Le indicazioni romane avevano “calmierato” le fibrillazioni interne alla federazione provinciale del Pd cosentino. Ma da martedì lo scenario cambierà. La resa dei conti sembra un’ipotesi remota corroborata dai numeri: sulla segreteria Lettieri aleggia lo spettro sfiducia ma i 32 voti da portare in assemblea rappresentano uno scoglio non da poco per i dissidenti che continuano ad autodefinirsi maggioranza benché la strutturazione del partito – per come uscita dal congresso della scorsa estate – dica il contrario.
Su Matteo Lettieri sono piombate nel giro di pochi mesi il voto regionale, quello provinciale (e in mezzo la tribolata vicenda del rimpasto a Palazzo dei Bruzi) e adesso dal limbo si potrebbe finalmente uscire dopo il referendum di domenica e lunedì prossimi. Nella base dem, al netto delle firme di chi spinge per la sfiducia e a prescindere dai ragionamenti di chi spera nel commissariamento, la speranza resta quella di una “normalizzazione” della segreteria, non necessariamente dolorosa: Lettieri dovrà definire la sua squadra per arrivare nel modo migliore alle due sfide del 2027, le amministrative di Cosenza e le candidature per le Politiche.
La segretaria è pronta, sarà comunicata nel corso della direzione che – così come l’assemblea – verrà convocata dopo Pasqua. I riposizionamenti nel partito disegnerebbero, secondo quanto comunicano alcuni tesserati, una maggioranza di 39 “lettieriani” contro 21 della minoranza.
Un elemento non da poco nell’ottica di questo esito “indolore” della crisi dem è il riallineamento in chiave governativa degli ex dissidenti con la nomina di Francesco Graziadio a capogruppo a Palazzo dei Bruzi al posto di Francesco Alimena. Ancora una decina di giorni fa, il segretario regionale dem Nicola Irto di passaggio da Cosenza proprio per partecipare a un’iniziativa sulla riforma della giustizia, incalzato dai cronisti aveva preferito glissare. In linea con i diktat romani. Ora che l’ultimo passaggio sta per essere consumato nel weekend, il dossier sul Pd bruzio sarà finalmente chiuso. In un modo o nell’altro. (EFur)
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