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Ricadi, la battaglia della mamma di Giulia per una casa accessibile: «Io non mi fermo»

I media nazionali raccontano la storia della ragazza con disabilità portata a spalla in attesa di un appartamento al pianterreno

Pubblicato il: 21/03/2026 – 21:20
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Ricadi, la battaglia della mamma di Giulia per una casa accessibile: «Io non mi fermo»

RICADI Trentasette gradini. Trentacinque chili. La storia di Giulia, 10 anni, e di sua mamma Chiara che a Ricadi è costretta a portarla in braccio a casa finisce a La Vita in Diretta, su Raiuno. «È come se portassi in braccio un soldato ferito».
Noi abbiamo raccontato qui, ieri, il caso di Giulia: è disperata questa madre – Chiara Calamita, 32 anni – che quotidianamente è costretta a portare in braccio, su e giù per tre piani di scale, la figlia disabile. È una “prigione” dalle barriere architettoniche che sembrano insormontabili. Siamo a Santa Domenica di Ricadi. Servirebbe un appartamento al pianterreno dal momento che né un ascensore né un montascale possono essere montate. La situazione, ormai drammatica, ha spinto la donna a lanciare un appello accorato alle istituzioni. La richiesta è l’assegnazione di una casa popolare al piano terra che sia realmente accessibile e dignitosa per Giulia. Il caso, partito dal Comune di Ricadi e passato per la Prefettura di Vibo Valentia, è approdato finalmente sui tavoli della Regione Calabria. Intanto, sul caso è intervenuto anche l’Aterp, che ha smentito il sindaco: «Gli alloggi ci sono, ma sono occupati abusivamente».

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