Referendum a Cosenza, Pd e 5Stelle esultano per la vittoria del No. Gelo nel fronte del Sì
Madeo: «Ottimo il lavoro del partito sui territori. L’Italia s’è desta, la Costituzione vince sul populismo». Centrodestra e Camera penale non commentano (per ora)

COSENZA «La Costituzione vince sul populismo. Ottimo il lavoro del Partito democratico sui territori»: la consigliera regionale del Pd, Rosellina Madeo, è la prima ad affidare a una dichiarazione un commento sulla vittoria del No nel referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. «L’Italia s’è desta», aggiunge, parlando senza mezzi termini di «una risposta chiara, netta ed inequivocabile ad una riforma che voleva cambiare 7 punti della Costituzione senza minimamente incidere sulla Giustizia. Sebbene una campagna referendaria condotta dalla maggioranza di Governo a colpi di slogan, dalla separazione delle carriere già in vigore agli stupratori in libertà se non fosse passata questa riforma, gli italiani hanno scelto il No». Madeo si dice poi «soddisfatta del lavoro fatto insieme al mio partito su tutto il territorio. Fondamentale anche l’impegno profuso dai Comitati per il No che hanno avuto un ruolo determinante nell’informare gli elettori. Il confronto e i momenti di informazione e dibattito sono stati fondamentali per sviscerare la riforma punto per punto ed andare oltre le frasi d’effetto che la Maggioranza ha utilizzato durante tutta la campagna referendaria. Interessante il dato della provincia di Cosenza, dove il No ha praticamente doppiato il Sì. Gli italiani non solo hanno mostrato un grande rispetto per la nostra casa comune, la Costituzione, ma hanno dimostrato anche di saper distinguere tra verità e populismo».
«Stanno terminando le operazioni di scrutinio. Il NO, siglato da oltre 14 milioni di italiani, ha vinto sulla proposta di riforma della giustizia proposta dal governo – scrive la deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico –. La mobilitazione del MoVimento 5 Stelle – insieme a quella di altre forze politiche e sindacali – ha contribuito ad infliggere una grave battuta d’arresto alla premier Meloni. Il messaggio politico è chiaro. La tracotanza con la quale hanno provato a modificare la Costituzione e imporre una riforma su temi sensibili per tutti, senza alcun dialogo con opposizioni e forze sociali, si è rivelata per loro fatale. Ora seguiranno, giustamente, giorni di analisi, approfondimenti, recriminazioni. Dobbiamo essere soddisfatti ma non esaltiamoci: era una battaglia importantissima ma non è finita qui. Quello che invece è certo è che rimanendo vicini riusciamo a intravedere un orizzonte migliore per il Paese da quello immaginato da chi ci governa. Avanti, allora. Coraggio».
Dal circolo del Partito democratico si attende invece la presa di posizione del regionale, ma anche la Federazione non rilascia dichiarazioni per adesso.
Ufficialità a parte, è sui social che qualche esponente politico e della società civile commenta. «Ha vinto il No, il popolo ha detto chiaramente che la Costituzione non si tocca – scrive su Facebook Massimiliano Ianni, segretario della Cgil Cosenza –. L’arroganza (di questa destra) non paga. Come Cgil-Cosenza siamo molto soddisfatti. Nella nostra camera del lavoro è nato il comitato provinciale e da qui è partita la campagna elettorale. La provincia di Cosenza registra uno dei dati più alti in Italia a favore del NO. Ringrazio tutte le associazioni, i movimenti, i partiti ed i cittadini che ci hanno aiutato in questa battaglia. È l’inizio di una nuova primavera. Ci ritroveremo tutti a Roma sabato per dire un altro No!!!… alla guerra».
«E’ uno di quei giorni che… ti passa la malinconia!» scrive sui social la consigliera comunale Bianca Rende pur senza riferimenti diretti alla vittoria del No.
Ed è sempre sui social che – nei minuti in cui ancora si attende il dato definitivo per confezionare dichiarazioni unitarie e condivise – anche il fonte del Sì, con i partiti di centrodestra oltre ai comitati e alla Camera Penale, preferisce attendere a differenza dei tanti post registrati nel corso della campagna referendaria. Tutto tace. Almeno per ora. (redazione@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato