Blitz nel Catanzarese, colpo alla cosca dei Catarisano: 3 arresti per tentata estorsione – NOMI
Le indagini dei Carabinieri sono partite dalla denuncia di due imprenditori. Nel mirino il clan di ‘ndrangheta operante su Borgia e territori limitrofi

CATANZARO Nella mattinata odierna, a Catanzaro, Borgia e Gimigliano, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare in carcere emesso dal gip presso il locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone gravemente indiziate di concorso in altrettanti tentativi di estorsione aggravati dalle finalità e modalità mafiose nei confronti di due imprenditori del territorio della provincia catanzarese. Si tratta di: Saverio Ciambrone alias “Vèvè” (cl. ’64); Angelo Mazza (cl. ’96) e Salvatore Montesano (cl. ’95)
L’impegnativa attività investigativa, denominata “Pay Up”, condotta sotto la direzione e il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, è stata avviata nel maggio 2025 a seguito della denuncia dei due imprenditori, e si è sviluppata prevalentemente attraverso complesse attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale, analisi di numerose immagini di videosorveglianza, ripetuti servizi di osservazione e pedinamento.
Le indagini
Gli esiti investigativi in tal modo conseguiti hanno permesso di delineare la gravità indiziaria circa l’attuale operatività della storica cosca “Catarisano”, attiva nei territori di Borgia e località limitrofe, dedita a una pluralità di reati contro il patrimonio e la persona, operante sotto l’influenza delle locali di ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto e di San Leonardo di Cutro, nonché i collegamenti della stessa con altre cosche calabresi. Con la più recente operazione di polizia denominata Scolacium, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catanzaro e sotto la direzione della DDA di Catanzaro, i reggenti e partecipi della cosca “Catarisano” erano stati tratti in arresto il 22 febbraio 2024 con l’ordinanza cautelare del gip del Tribunale di Catanzaro, e condannati in primo grado il 1 dicembre 2025 dal Giudice dell’Udienza Preliminare di Catanzaro con sentenza emessa in sede di giudizio abbreviato. L’odierna indagine ha consentito di ricostruire tre episodi di tentata estorsione perpetrati dagli indagati per il mantenimento dei detenuti in carcere appartenenti al clan di ndrangheta “Catarisano” e “Scalise” di Decollatura. Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate pende nella fase delle indagini preliminari. (redazione@corrierecal.it)
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