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Caro bollette e crisi climatica, Legambiente: «La Calabria acceleri su Piano Energia e Clima» – VIDEO

Da Roma l’appello della presidente Parretta alla Regione: «Puntare su rinnovabili ed efficienza»

Pubblicato il: 28/03/2026 – 16:56
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Caro bollette e crisi climatica, Legambiente: «La Calabria acceleri su Piano Energia e Clima» – VIDEO

ROMA Sono diversi ormai gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito pesantemente la Calabria, provocando danni, creando moltissimi disagi alla cittadinanza e rendendo sempre più evidente la fragilità del territorio calabrese. Negli ultimi mesi si è registrato un ulteriore aumento esponenziale di questi eventi, insieme all’accelerazione della crisi climatica nella nostra regione, dovuta anche alla sua posizione al centro del bacino del Mediterraneo, una delle aree del pianeta soggette a riscaldamento più rapido.
Dal 2010 fino alla scorsa settimana, Legambiente, attraverso l’Osservatorio Città Clima, ha censito in Calabria 133 eventi meteo estremi che hanno causato danni: 115 si sono verificati dal 2015 e ben 18 dall’inizio del 2026. La realtà calabrese vede già oggi — e vedrà sempre più — piogge molto intense, alluvioni, frane e cicloni o uragani mediterranei. A ciò si aggiunge, come altra faccia della medaglia, l’alternanza con periodi di grave siccità e carenza idrica.
L’Accordo di Parigi, trattato internazionale giuridicamente vincolante sul clima adottato nel 2015 da 196 Paesi durante la COP21, con l’obiettivo principale di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, appare ormai, purtroppo, difficilmente raggiungibile. Alcune previsioni indicano che un ulteriore aumento delle temperature di 0,5 °C — superando quindi +1,5 °C fino a raggiungere +2 °C rispetto ai livelli preindustriali — potrebbe aumentare di dieci volte la frequenza degli eventi meteo estremi, con impatti enormi sulla salute, sulla conservazione della biodiversità e degli habitat, sugli ecosistemi marini e terrestri, sulla vita quotidiana delle persone e sulle attività economiche.
Limitare l’ulteriore aumento della temperatura richiede, come sottolineato anche dai report dell’IPCC, azioni a livello globale e territoriale che comportano una trasformazione profonda delle società: occorre raggiungere zero emissioni di gas serra entro il 2040. Per farlo, è necessario ridurre la quantità di energia prodotta, utilizzarla in maniera più efficiente e uscire definitivamente dalla dipendenza dalle fonti fossili, realizzando sistemi energetici basati al 100% su fonti rinnovabili.
Accanto alla crisi climatica, gli ultimi eventi internazionali dimostrano chiaramente come un Paese fortemente dipendente dal gas fossile e dalle sue importazioni abbia tutto da perdere. I costi energetici sempre più elevati ampliano le disuguaglianze sociali, aumentano il numero di famiglie in povertà energetica e mettono in difficoltà anche quelle a reddito medio. Già l’invasione della Russia in Ucraina avrebbe dovuto rappresentare una lezione importante, spingendo il nostro Paese verso politiche energetiche orientate alla decarbonizzazione, all’innovazione e al valore sociale. Invece, l’Italia ha rafforzato la propria dipendenza dal gas, che oggi copre quasi la metà dei consumi elettrici, importando oltre il 95% del combustibile utilizzato. Al contempo, non sono state adeguatamente rafforzate le politiche di sviluppo e accelerazione sulle fonti rinnovabili né sull’efficienza energetica. Il Paese è entrato in procedura di infrazione per la mancata presentazione della bozza di riqualificazione degli edifici residenziali, come richiesto dalla Direttiva europea “Case Green”.
Non solo: mentre in Spagna, grazie a politiche mirate, il costo di un MWh di energia elettrica è circa un terzo rispetto a quello italiano, l’Italia continua a ricorrere a bonus in bolletta, tenta di modificare il sistema ETS e scarica sulle bollette elettriche la detassazione del gas. Il tutto senza aver ancora attuato il sistema dei prezzi zonali — che consentirebbe, soprattutto a regioni come la Calabria, di ridurre i costi dell’energia — né avviato un processo di separazione tra il prezzo del gas e quello delle rinnovabili.

L’appello di Parretta alla Regione

«È essenziale – commenta da Roma Anna Parretta, Presidente Legambiente Calabria – che la Regione Calabria completi il nuovo Piano Regionale Energia e Clima (PRIEC), coordinato dal Dipartimento Unità per l’Efficienza energetica dell’ENEA, per definire strategie al 2030 e al 2040 in linea con gli obiettivi europei del pacchetto “Fit for 55”, favorendo la transizione energetica e rafforzando l’economia regionale a beneficio di cittadini e imprese».
«Le energie rinnovabili e l’efficienza energetica – aggiunge – rappresentano una strategia chiave non solo per l’ambiente, ma anche per la pace: riducono la dipendenza dai combustibili fossili, limitano i conflitti legati all’accaparramento delle risorse e contribuiscono ad abbassare i costi, ormai insostenibili per molte famiglie e imprese. Allo stesso tempo, favoriscono uno sviluppo compatibile con l’ambiente e contrastano la crisi climatica».
«Servono, quindi, in Calabria risposte integrate a più livelli, adottando soluzioni già disponibili — dalle più semplici alle più complesse — e intervenendo in diversi ambiti per adattare i territori e mitigare gli effetti di fenomeni che non possono più essere considerati eccezionali, né affrontati con logiche emergenziali. Serve, soprattutto, la capacità — imprescindibile — di guardare non solo a ciò che accade nel presente, ma anche a ciò che accadrà nel prossimo futuro. Con lo slogan “Più rinnovabili più pace” anche Legambiente Calabria ha partecipato oggi al corteo No Kings Italia a Roma per la pace, l’ambiente e per la qualità della vita di tutti noi» conclude Anna Parretta.

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