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Albero secolare tagliato a Pizzo, era tra i simboli della città. Il Comune ferma tutto: «Fatto gravissimo»

L’arbusto, con oltre 200 anni di vita, è stato danneggiato. Il Comune ne aveva vietato il taglio: «Accerteremo eventuali responsabilità»

Pubblicato il: 30/03/2026 – 16:00
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Albero secolare tagliato a Pizzo, era tra i simboli della città. Il Comune ferma tutto: «Fatto gravissimo»

PIZZO Forti polemiche a Pizzo per il taglio dell’albero secolare sito in Piazza Procopio, presso Palazzo Bisogni. Un arbusto con oltre 200 anni di vita, celebre nel paese napitino e ormai parte storica del panorama che si affaccia sulla Costa degli Dei. Questa mattina i cittadini hanno notato le operazioni di abbattimento dell’albero che hanno scatenato l’indignazione tra le vie del paese. «Abbiamo assistito inermi all’omicidio dell’ essere vivente più adulto del paese, con una vitalità intatta a dispetto della sua secolare esistenza, che rendeva il paesaggio del centro storico un bellissimo ed unico esempio di convivenza tra natura, storia e futuro» ha denunciato sui social lo storico Antonio Montesanti, che ha ribadito le diverse interlocuzioni avute con le istituzioni per cercare di preservare l’albero monumentale.

Il Comune: «Fatto di estrema gravità»

Le operazioni di abbattimento, successivamente, sono state interrotte dalla Polizia Locale. A spiegarlo è stato proprio il Comune, che in una nota ha affermato che si tratta di un «fatto di estrema gravità per la comunità di Pizzo. L’esemplare, con oltre due secoli di storia, era sottoposto a vincolo di monumentalità ai sensi della Legge n. 10 del 14 gennaio 2013 e del D.M. 23 ottobre 2014, nonché riconosciuto di rilevante interesse pubblico ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Tali disposizioni ne vietavano in modo assoluto il taglio. Nonostante ciò, e nonostante formale diffida da parte del Comune che intimava di astenersi da qualsiasi intervento non autorizzato, stamane, alle prime luci dell’alba, si è proceduto ugualmente all’abbattimento. Si ricorda che eventuali operazioni di manutenzione avrebbero dovuto essere preventivamente autorizzate dagli enti competenti e supportate da apposita relazione tecnico-agronomica. Va inoltre evidenziato che, a seguito di accertamenti effettuati dal Nucleo Carabinieri Forestale Calabria in data 16 marzo 2026, l’albero risultava in buone condizioni. Questo episodio rappresenta una grave violazione delle norme poste a tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, oltre che una ferita profonda per l’identità storica della città». Il Comune, inoltre, comunica di aver già «avviato le procedure per l’accertamento delle responsabilità e per l’adozione di tutti i provvedimenti previsti dalla legge».

«Un tristissimo epilogo annunciato»

La possibilità che l’albero venisse abbattuto era già stata segnala alle istituzioni, come ricorda sempre lo storico Montesanti. «Rattrista avere coscienza di aver fatto di tutto, sensibilizzato chiunque sulla necessità di non far soccombere un simbolo vitale del paese, ahimè inutilmente. Rattrista ancora di più avere coscienza che nessuno subirà conseguenze da quest’atto compiuto in disprezzo del sentimento collettivo, che a mio parere non è stato difeso con la opportuna autorevolezza. Un tristissimo epilogo annunciato». L’intervento del Comune e della Polizia Locale, dopo l’indignazione dei cittadini, hanno consentito di bloccare le operazioni di abbattimento. «Un segno di speranza – scrive Montesanti – c’è ancora: l’ albero è ancora vivo e potrà ancora vivere grazie all’ intervento delle autorità competenti. Le sue radici ed i suoi rami sono ancora forti ed una immediata “sutura” dei tagli inferti potrebbe consentire una cura salvifica». (redazione@corrierecal.it)

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