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Torrente Cantagalli, schiuma e reflui fognari minacciano il mare di Lamezia

A denunciarlo è l’associazione “Una Città dove vivere bene”. «Il problema è noto da anni, serve un intervento urgente»

Pubblicato il: 30/03/2026 – 19:36
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Torrente Cantagalli, schiuma e reflui fognari minacciano il mare di Lamezia

LAMEZIA TERME Preoccupano le condizioni del torrente Cantagalli. In particolare, nel tratto che attraversa Sant’Eufemia a Lamezia, appaiono nel corso d’acqua sversamenti di tensioattivi, schiume e reflui fognari che percorrono il torrente fino a raggiungere il mare, nella località di Cafarone. A denunciarlo è l’associazione “Una Città dove vivere bene”. Si tratta di un problema che – afferma l’associazione – «si trascina da anni e che, con l’avvicinarsi della stagione estiva, rischia di ripresentarsi puntuale come ogni anno».

L’inquinamento nel torrente

«Nelle scorse settimane, nel tratto all’altezza della rotatoria dell’aeroporto, una densa schiuma bianca ha galleggiato sull’acqua per giorni interi, arrivando fino alla foce, diluita solo dalle piogge e dal mare. A questo si aggiunge un altro problema, forse ancora più grave. Dalla cosiddetta “strada a mare” un canale scarica nel Cantagalli acque con un forte odore di idrogeno solforato, quello inconfondibile delle fogne. La portata stimata di questo canale è importante, circa 100 metri cubi al giorno. Abbastanza da inquinare il tratto di mare davanti al Cafarone, dove la carica di Escherichia coli sfiora sistematicamente i limiti consentiti, costringendo ogni estate alle ordinanze di divieto di balneazione. La corrente marina fa il resto, portando il suddetto inquinamento fino alla vicina Marinella».

L’appello dell’associazione

«Periodicamente, sotto gli occhi dei cittadini, si consumano queste situazioni, che pur documentate e denunciate sulla stampa, non trovano mai rimedio», dicono Saveria Sesto e Francesca Arcieri a nome dell’Associazione. «Il problema è noto da anni» aggiungono  «e con l’estate alle porte non si può attendere ancora. Serve un intervento urgente ed un monitoraggio continuativo». L’appello dell’associazione “Una Città dove vivere bene” è chiaro. Il rischio concreto è che, come ogni anno, il copione si ripeta ancora una volta, con il mare non balneabile, turisti lontani e cittadini costretti a fare i conti con un problema che non dovrebbe esistere.

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