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Longobucco, l’orrore del cane appeso a un cappio e trascinato da un’auto. Interviene la Brambilla

Ondata di sdegno sui social dopo la pubblicazione della foto choc. L’ex ministra: «Accertare le cause della morte». La versione dell’automobilista

Pubblicato il: 31/03/2026 – 12:12
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Longobucco, l’orrore del cane appeso a un cappio e trascinato da un’auto. Interviene la Brambilla

COSENZA «Una foto scattata ieri a Longobucco, in provincia di Cosenza, mostra la carcassa di un cane, legato per il collo ad un pick-up: non si capisce se l’animale è morto soffocato durante il trascinamento oppure se, come affermato da chi guidava, il cane è stato trovato già morto ed era trasportato in questa barbara maniera»: inizia così il post, con tanto di corredo fotografico, con cui l’animalista ed ex ministra Michela Vittoria Brambilla commenta il caso segnalato da qualche ora sui social che sta provocando commenti di sdegno e indignazione. «E’ assolutamente necessario – continua l’attivista della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente – accertare con l’autopsia le cause della morte e stabilire se siamo di fronte ad un atto di indicibile crudeltà o di spaventosa indifferenza. Nel primo caso sarebbe l’ennesima scossa per la coscienza civile di un Paese che ormai non tollera più i crimini ai danni degli animali. Con la nostra LEIDAA ci batteremo perché su questa foto venga fatta chiarezza» conclude Brambilla.
La legge Brambilla, per eventi di tale gravità, prevede una pena che arriva a quattro anni di reclusione e una sanzione pecuniaria, sempre abbinata, fino a 60mila euro. (redazione@corrierecal.it)

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