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L’inchiesta lametina

Lamezia, false residenze e soffiate al Caf: le accuse della Procura al vigile “Ughetto” Caruso

Tra gli indagati anche la responsabile dell’ufficio Anagrafe del Comune lametino. Avrebbe rivelato l’indagine della Guardia di Finanza

Pubblicato il: 02/04/2026 – 13:38
di Giorgio Curcio
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Lamezia, false residenze e soffiate al Caf: le accuse della Procura al vigile “Ughetto” Caruso

LAMEZIA TERME Per la Procura di Lamezia Terme sarebbe una delle figure centrali dell’inchiesta chiusa nelle scorse ore. Un pubblico ufficiale al quale, secondo l’accusa, ci si sarebbe rivolti per sbloccare pratiche e agevolare procedure legate alla permanenza di cittadini stranieri in Italia. L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza scuote la città della Piana apre uno squarcio su un presunto sistema di truffe, falsi e raggiri finalizzati a consentire a numerosi immigrati di restare in Italia attraverso documentazione fittizia, matrimoni di comodo, false residenze e rapporti di lavoro simulati. Tra le contestazioni formulate dalla Procura compare anche l’indebita percezione di indennità del reddito di cittadinanza. Ma andiamo con ordine.

Le accuse al pubblico ufficiale di Lamezia

Fari puntati degli inquirenti su Michele Ugo Caruso (cl. ’63), pubblico Ufficiale in servizio presso il Comando della Polizia Locale di Lamezia Terme e addetto, in particolare, al settore demografico, il cui nome ricorre in diversi capi dell’avviso di conclusione indagini tra accuse di falso ideologico, rivelazione di segreto d’ufficio e omessa denuncia. Tra i fatti contestati c’è, ad esempio, la permanenza nel territorio dello Stato italiano della cittadina marocchina Hayat Daoui (cl. ’81). Per la Procura Caruso avrebbe redatto un verbale sul quale «veniva attestato falsamente la residenza del nucleo familiare» composta dalla cittadina marocchina e Michele Muraca (cl. ’55). Dagli accertamenti della pg, però, sarebbe emerso come il 71enne in realtà dimorasse presso un altro indirizzo insieme alla figlia Valeria (cl. ’88). Per tutti la Procura ha recapitato l’avviso di conclusione indagini.

La soffiata sui controlli

Nell’avviso di conclusione indagini le accuse per il pubblico ufficiale si arricchiscono di altri episodi contestati. Secondo un capo d’accusa, infatti, Caruso avrebbe anche rivelato segreti d’ufficio. In particolare, l’8 giugno 2021 avrebbe avvisato Pasquale Perri che il giorno successivo avrebbe avuto un controllo da parte della Polizia Municipale, presso la sua abitazione. Sempre al telefono con Perri, inoltre, Michele Ugo Caruso avrebbe appreso che quest’ultimo «aveva falsamente consentito a cittadini di etnia rom di chiedere ed ottenere il trasferimento di residenza», omettendo però di denunciare l’episodio all’Autorità Giudiziaria in qualità di pubblico ufficiale.

Le false residenze

Le accuse per l’uomo in servizio presso il Comando della Polizia Locale di Lamezia Terme non finiscono qui. Come si legge nella chiusura indagini, sarebbe responsabile di altri episodi contestati. I primi due: la cancellazione anagrafica di El Mzandi Mourad, indicato come irreperibile e trasferito all’estero benché, secondo la Procura, fosse presente sul territorio, e nel caso di Mohammed Sumaila, per il quale gli viene contestata sia una falsa iscrizione anagrafica sia una successiva falsa cancellazione. E poi la formazione, con firma apocrifa del proprietario dell’immobile, di una segnalazione di irreperibilità per Rida Mohamed, oltre alla redazione del verbale di cancellazione anagrafica dello stesso cittadino marocchino che, secondo gli inquirenti, in quel periodo lavorava invece per una società di Garbagnate Milanese.  

Il ruolo della responsabile dell’Ufficio anagrafe di Lamezia

Tra i pubblici ufficiali per i quali è stata notificata la chiusura indagini non c’è solo “Ughetto” Caruso, ma anche la responsabile dell’ufficio anagrafe del Comune di Lamezia Terme Rosetta Gentile. Secondo l’accusa, infatti, sarebbe responsabile anche lei del reato di rivelazione di segreto d’ufficio. Come ricostruito in fase d’indagine, infatti, avrebbe comunicato a Mario Fortunato Mazzei notizie relative a indagini in corso, e in particolare l’acquisizione da parte della Guardia di Finanza di documentazione su un immobile di via Marconi «indicato come oggetto di numerosi contratti di locazione tra Pasquale Perri e cittadini extracomunitari». (g.curcio@corrierecal.it)

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