Il caso del sindaco di Camini Giuseppe Alfarano: «Troppi cani randagi, mi dimetto»
Una storia senza precedenti in Italia. Il randagismo e i costi elevati della gestione dei canili hanno reso insostenibile il suo lavoro. Nessuna risposta dalle istituzioni

REGGIO CALABRIA A Camini, piccolo comune della provincia di Reggio Calabria, il sindaco Giuseppe Alfarano ha annunciato le dimissioni, attribuendo la decisione alla difficile gestione dei numerosi cani randagi presenti sul territorio. Una scelta senza precedenti in Italia, che porta all’attenzione nazionale il problema del randagismo nelle piccole comunità del Sud.
Secondo Alfarano, la situazione è diventata ingestibile: molti cani non sono registrati né sottoposti a controlli sanitari, e in alcuni casi possono diventare aggressivi, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. I costi legati alla loro gestione tramite i canili convenzionati rappresentano un peso considerevole per comuni con risorse limitate come Camini.
Negli ultimi mesi il sindaco ha cercato supporto da istituzioni locali e regionali, senza ricevere risposte concrete. L’unico aiuto è arrivato da un collega sindaco della Lombardia, che ha inviato cibo e medicinali per gli animali. Alfarano stesso si è preso cura di alcuni cani trovati abbandonati, ospitandoli temporaneamente in un’area comunale.
Il primo cittadino ha sottolineato che servono interventi più strutturali per affrontare il randagismo: campagne di sterilizzazione, centri di custodia temporanea che garantiscano il benessere degli animali e l’educazione dei cittadini alla registrazione e alla cura dei cani. Le dimissioni hanno suscitato interesse nazionale e il sindaco ha dichiarato di essere disposto a revocarle solo se arriveranno risposte concrete agli appelli lanciati.
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