“Equalize”, chiuse le indagini per 81 persone. C’è Pazzali
Chiesto il processo per dirigenti, manager e investigatori privati

MILANO La procura di Milano vuole processare l’ex presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali. L’accusa è di aver dato vita a un «sodalizio dedito ad illecito dossieraggio» attraverso il controllo della società privata Equalize, la presunta associazione di cyberspie che faceva capo all’agenzia di investigazione milanese, agenzia che secondo le accuse rubava a scopo di ricatto i segreti della finanza e della politica. L’inchiesta – ha fatto sapere il procuratore capo di Milano, Marcello Viola – è stata chiusa con l’invio dell’avviso di conclusione delle indagini per 81 persone, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere, intercettazioni illegali, intrusione in sistemi informatici di rilevanza pubblica, corruzione per la cessione di dati riservati e calunnia. Fra le 81 persone che la Procura vuole mandare a processo anche Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli del fondatore di Luxottica, di recente entrato nell’editoria con l’acquisizione del gruppo QN con “Il Giorno”, “Il Resto del Carlino” e “La Nazione”. Nelle prime misure cautelari disposte nell’ottobre 2024, con un’ordinanza di oltre 500 pagine, perno delle intercettazioni illegali veniva indicato un informatico reggiano, che «gestiva l’apparato informatico-telematico del gruppo, redigeva i report» e si occupava in sostanza di reperire i dati salienti dalla banca dati dello Sdi, (il cervellone in cui confluiscono tutte le informazioni rilevate dalle forze dell’ordine sul territorio, ndr) inserendoli poi nei dossier. Tra le 81 persone anche Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo e accusato per il caso che aveva riguardato uno presunto spionaggio ai danni di Marcell Jacobs, e poi ancora Cosimo di Gesù, generale della Gdf. Il presunto spionaggio sul velocista e doppio oro olimpico Marcell Jacobs sarebbe stato pagato «10mila euro in contanti» e commissionato da Giacomo Tortu, fratello del compagno di staffetta 4×100 Filippo. Lo si legge nel maxi avviso di conclusione indagini. Nell’imputazione per accesso abusivo a sistema informatico viene spiegato che il presunto hacker Gabriele Pegoraro sarebbe entrato nei telefoni di Jacobs, del manager, dell’allenatore e del nutrizionista per «captare informazioni circa il presunto utilizzo di sostanze dopanti», attraverso l’analisi delle chat in un periodo che va dal settembre 2020 all’agosto 2021. In particolare, «nell’estate 2021« Giacomo Tortu avrebbe chiesto a Carmine Gallo «l’abusiva acquisizione dei dati e delle conversazioni». Tortu avrebbe «pagato» attraverso la mediazione di un altro indagato. Tra le imputazioni anche «l’abusiva acquisizione» nel 2022 delle chat dell’architetto Stefano Boeri e di Carla Morogallo, direttrice generale della Triennale, richiesta, secondo i pm, dall’imprenditore ed ex titolare della discoteca “Old Fashion” Roberto Carlo Cominardi. Chat che, poi, sarebbero state alterate. Del caso si sarebbe occupato l’investigatore privato Daniele Rovini. Tra gli indagati, poi, per altre vicende già venute a galla, sempre di presunti “spionaggi”, anche manager, dirigenti e dipendenti di società come Heineken, Erg, Barilla. Tra gli indagati per altre vicende anche l’immobiliarista romano Lorenzo Sbraccia, l’ex componente del Cda di Leonardo, Pierfrancesco Barletta, e diversi avvocati.
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