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l’allarme

La salute degli italiani in calo già dai 58 anni

E’ uno dei dati che emergono dal Libro bianco sulla cronicità e la non autosufficienza

Pubblicato il: 09/04/2026 – 15:52
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La salute degli italiani in calo già dai 58 anni

ROMA Con una popolazione in cui gli over 65 rappresentano già il 25,1% del totale e che si prevede raggiungerà il 30% entro il 2030 e una spesa per la non autosufficienza che ha superato la soglia critica dei 30 miliardi di euro annui, il sistema attuale non è più sostenibile. Inoltre, secondo gli esperti, la salute risulta in calo già dai 58 anni, il che comporta oltre 25 anni segnati da malattie croniche e disabilità. È l’allarme lanciato, all’indomani della pubblicazione dell’indagine dell’Istat che restituisce l’immagine di un Paese sempre più anziano, dagli autori del nuovo Libro bianco sulla cronicità e la non autosufficienza, Sergio Harari, presidente dell’associazione Peripato e professore di medicina interna all’Università di Milano, e Stefano Paleari, presidente della fondazione Anthem e professore di Public Management all’Università di Bergamo.  “Sebbene la speranza di vita in Italia sia tra le più elevate al mondo, attestandosi a quasi 84 anni, quella in ‘buona salute’ si ferma drasticamente a 58 – riferisce Silvio Brusaferro, già presidente dell’Istituto superiore di sanità e oggi ordinario di igiene e medicina preventiva all’Università di Udine -. Questo implica oltre venticinque anni di vita trascorsi convivendo con malattie o disabilità, con un impatto enorme sulla qualità della vita e sulle famiglie. Un gap che genera conseguenze socio-economiche imponenti, alimentato dal fatto che oltre 24 milioni di italiani, soffrono di malattie croniche, di cui 13 milioni con più patologie croniche simultanee”.     “Questo squilibrio – dichiarano Harari e Paleari – incide profondamente sulla domanda di servizi sanitari, assistenziali e previdenziali, a cui il documento offre una risposta radicale basata su innovazione digitale e nuovi modelli organizzativi per garantire il diritto alla salute delle generazioni presenti e future”. Tra le proposte chiave del Libro bianco: adozione di terapie digitali, potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico, integrazione ospedale-territorio e una revisione delle esenzioni basata sul reddito per garantire equità e sostenibilità al Sistema sanitario nazionale.   “L’introduzione dell’intelligenza artificiale e il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico permetteranno di passare da una medicina ‘a silos’ a una presa in carico globale”, spiega Guido Cavaletti, ordinario di anatomia umana e prorettore vicario dell’Università Milano – Bicocca. “È altresì necessaria – aggiunge Rosanna Tarricone, Associate Dean della Sda Bocconi School of Management – una migliore integrazione socio-sanitaria mirata ad abbattere le barriere tra ospedale e territorio, creando reti geografiche dove il paziente riceva cure adeguate ovunque venga intercettato”. Inoltre, sottolinea Luca Degani, avvocato e presidente Uneba Lombardia, “entro il 2043 si stima che 6,2 milioni di over 65 vivranno soli, rendendo i modelli di assistenza attuali del tutto insufficienti a fronte di una popolazione non autosufficiente destinata a crescere del 25% entro il 2030”. “Il cambiamento che ci aspetta, da sotterraneo diventerà presto visibile e di grande impatto su tutta la popolazione – conclude Cristina Messa, direttrice scientifica della Fondazione Don Carlo Gnocchi -. Agire ora significherebbe un’importante assunzione di responsabilità da parte del decisore politico, per trasformare quello che oggi viene definito uno ‘tsunami d’argento’ in una vera onda di rinnovamento per l’intero Paese”.  (Ansa Salute)

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