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L’INTERVISTA DEL CORRIERE DELLA CALABRIA

Valente (Gd) e il voto a Reggio e Crotone: «L’unità da sola non basta, al campo largo serve una proposta credibile»

Il segretario uscente dei Giovani democratici: «Al mio successore Francesco Mendicino lascio una comunità viva, sana e inclusiva»

Pubblicato il: 09/04/2026 – 7:01
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Valente (Gd) e il voto a Reggio e Crotone: «L’unità da sola non basta, al campo largo serve una proposta credibile»

COSENZA «Lasciamo una comunità viva, capace di discutere e di costruire proposta», la stessa che serve a Crotone e Reggio Calabria, «città strategiche, che meritano visione e buona amministrazione». Alla vigilia del congresso regionale che domenica 12 aprile a Lamezia Terme eleggerà Francesco Mendicino suo successore alla guida dei Giovani Democratici, Mario Valente traccia con il Corriere della Calabria un consuntivo della sua esperienza ma non si sottrae ad analizzare le sfide del campo largo, dal radicamento nei territori alle scadenze amministrative di fine maggio – su tutte quelle a Reggio Calabria e Crotone.
Con Valente – un passato nei movimenti prima della tessera dem – e Mendicino, accomunati anche dalla provenienza territoriale da quella Presila cosentina che fu storico bacino della sinistra, a Lamezia sono attesi anche Matteo Strangis – presidente della Commissione nazionale per il Congresso – in qualità di garante, la neosegretaria nazionale di GD, Virginia Libero, e i rappresentanti istituzionali del Partito democratico: deputati, consiglieri regionali, amministratori locali, dirigenti nazionali e locali tra cui il segretario regionale e senatore Nicola Irto.

Alla vigilia del congresso regionale dei Giovani Democratici, qual è il consuntivo della sua segreteria?
«Un’organizzazione sana, inclusiva, che appartiene davvero a tutti gli iscritti. In questi anni abbiamo lavorato per rafforzare i Giovani Democratici come spazio di partecipazione reale, una fucina di politica autentica, fatta di confronto, formazione e radicamento nei territori. Lasciamo una comunità viva, capace di discutere e di costruire proposta».

Dal suo osservatorio, come ha registrato negli ultimi anni la voglia di partecipazione da parte delle nuove generazioni?
«È cambiata profondamente rispetto al passato. Il mio impegno nasce negli anni dei movimenti No Global, delle mobilitazioni contro l’interventismo internazionale di Bush e contro riforme che segnavano forti arretramenti sociali (Berlusconi-Fini-Moratti- Bossi-Giovanardi). Oggi il contesto è diverso, così come gli strumenti e i linguaggi. Ma le ragioni dell’impegno restano tutte: disuguaglianze, precarietà, crisi climatica, guerre. Tutti buoni motivi per mobilitarsi».

Il risultato del recente referendum sulla riforma della giustizia ha rappresentato un segnale chiaro: secondo lei è sbagliato politicizzarlo e leggerlo come un “avviso di sfratto” al governo?
«Ogni consultazione ha un suo significato specifico. In questo caso, molti cittadini hanno espresso una posizione chiara su una riforma ritenuta sbagliata, anche in difesa dei principi costituzionali. Trasformare automaticamente quel voto in un giudizio complessivo sul governo rischia di essere una lettura forzata. Piuttosto, il messaggio che arriva è un altro: le persone chiedono chiarezza, serietà e proposte credibili, soprattutto sul piano economico e sociale, in una fase segnata da forti incertezze».

Il centrosinistra è chiamato a breve al voto amministrativo in centri importanti come Crotone e Reggio Calabria: che risultati crede possa raggiungere il campo largo?
«Crotone e Reggio Calabria sono città strategiche, che meritano visione e buona amministrazione. Il campo largo può essere competitivo se saprà mettere al centro programmi concreti e candidature credibili, radicate nei territori. L’unità non basta da sola: serve qualità politica, capacità di ascolto e un progetto chiaro per il futuro delle comunità».

GD porterà al congresso una candidatura unitaria: che lavoro tocca al suo successore?
«Siamo orgogliosi del percorso fatto: una candidatura unitaria, quella di Francesco Mendicino, nata dal basso e costruita coinvolgendo gli iscritti. Questo è già un risultato politico importante. Al nuovo segretario spetterà il compito di consolidare questo patrimonio, rafforzare l’organizzazione e continuare ad aprire spazi di partecipazione. Mendicino proviene dalla stessa sezione, quella di Spezzano Sila, dove tanti di noi si sono formati nei valori dell’impegno politico: è da lì che bisogna ripartire. In un mondo attraversato da grandi cambiamenti, abbiamo bisogno di giovani consapevoli, capaci di difendere la democrazia, esercitare pensiero critico e costruire alternative».

Cosa farà adesso che non sarà più il segretario dei Giovani Democratici Calabria?
«Rimarrò, come ho sempre fatto, a disposizione del Partito democratico, continuando a dare il mio contributo con lo stesso impegno e la stessa passione, nei luoghi e nelle forme che saranno utili alla nostra comunità politica». (EFur)

Nella foto Mario Valente (al centro, al tavolo con Nicola Irto) durante una recente iniziativa dei Giovani dem calabresi

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