Una piccola “Autonomia” che favorisce il Privato
«Ribadisco nettamente la mia contrarietà all’articolo 4 Ter della legge 191/ 2025 perché è prevista l’assunzione di personale a tempo determinato ovvero altro precariato che dal Sud si trasferirà al…

«A distanza di 8 anni, era il 18 febbraio 2018 quando le Regioni Lombardia e Veneto firmarono insieme all’Emilia-Romagna l’Accordo Preliminare con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma non se fece nulla! Adesso con l’aggiunta, in questo caso, delle Regioni Piemonte e Liguria e senza l’Emilia-Romagna
ci riprovano, con un occhio alla sanità privata, a minare la coesione sociale e territoriale dell’Italia con l’approvazione in Conferenza Unificata Stato-Regioni delle “Intese preliminari” che “attribuiscono ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materia di tutela della salute!”. Rispetto al Preliminare del 2018 delle otto richieste fatte dalla Lombardia, per esempio, ne sono rimaste solamente due, sempre pericolose perché affermano una visione privatistica della sanità ( Autonomia sui ” Fondi sanitari Integrativi” e sulle ” Tariffe”) e destrutturano l’unitarietà del Servizio Sanitario Nazionale!
Detto questo mi chiedo per quale motivo queste quattro Regioni hanno voluto inserire la lettera d del comma 1 dell’articolo 3 ( destinare risorse finanziarie aggiuntive finalizzate all’assunzione di personale sanitario ed all’incremento delle prestazioni aggiuntive dello stesso), quando già questa possibilità era prevista dalla legge n° 191 del 2025 per le Regioni che sono state virtuose negli ultimi tre anni…forse si vuole vendere fuffa agli elettori del Nord come si dice in Lombardia?
Ribadisco nettamente la mia contrarietà all’articolo 4 Ter della legge 191/ 2025 perché è prevista l’assunzione di personale a tempo determinato ovvero altro precariato che dal Sud si trasferirà al Centro-Nord e perché, inoltre, l’incremento delle prestazioni aggiuntive nelle sole Regioni virtuose fa rientrare dalla finestra le famigerate gabbie salariali che un grande movimento nazionale fece abrogare nel 1972! Certamente bisogna essere contrari alla lettera a comma 1 dell’articolo 3 dell’Accordo che da la possibilità alle suindicate regioni di essere libere di “individuare tariffe di rimborso e di remunerazione differenti rispetto a quelle nazionali” ciò produrrà 20 Servizi Sanitari Regionali ledendo l’unitarietà della Repubblica!
E se negli accordi con il Privato accreditato le tariffe per gli assistiti residenti nella Lombardia saranno diverse da quelle dei non residenti come era previsto nel preaccordo del 2018?
Sono, infine, in netto disaccordo con il contenuto della lettera c del comma 1 dell’articolo 3 che consente alle Regioni di ” istituire e gestire Fondi Sanitari Integrativi”, ciò produrrà una disparità assoluta tra le Regioni più forti economicamente e le Regioni deboli! Pertanto, noi calabresi e non solo, dobbiamo chiedere ai parlamentari di tutti gli schieramenti politici, essendoci 90 giorni dalla trasmissione del testo alle Camere per esprimere il proprio parere, secondo i rispettivi regolamenti che respingano o modifichino il testo in merito alle ” Tariffe” ed ai ” Fondi Sanitari Integrativi”, perché per il resto dell’Accordo Preliminare” i “buoi sono fuggiti dalla stalla” con l’approvazione della Legge 191/2025».
*Comunità competente