Porto d’armi negato perché fratello di un uomo legato alla ‘ndrangheta: il Tar ribalta tutto
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria annulla il provvedimento della Questura di Cosenza: decisivo il ricorso degli avvocati Nicoletti e Serembe

CATANZARO E’ stato accolto dal Tar Calabria il ricorso avanzato dall’avvocato Francesco Nicoletti e dall’avvocato Manuela Serembe dello stesso studio, difensori dell’uomo al quale era stato negato il rinnovo del porto d’armi perché fratello di un soggetto ritenuto al vertice di una cosca di ‘ndrangheta.
Il diniego era stato disposto dal Questore di Cosenza che, a seguito di contraddittorio documentale, aveva emesso apposito decreto negando il rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia. «Per come rilevato dal ricorrente – evidenziano in una nota i legali – le ragioni alla base del rifiuto sarebbero state legate al rapporto di parentela con il fratello, personaggio di spicco di una nota cosca di ‘ndrangheta nella quale risulta soggetto acclaratamente strutturato con ruoli decisionali di vertice. Lo stesso veniva attinto da misura custodiale in carcere emessa dalla DDA di Catanzaro perché ritenuto responsabile del delitto di cui agli artt. 416 bis commi 1,2,3,4,5,6 del c.p. in quanto dedito alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti, traffico di armi, porto abusivo di armi, tentato omicidio ed estorsioni in danno di commercianti ed imprenditori». Il ricorrente aveva deciso di conferire mandato allo Studio Legale Nicoletti al fine di presentare ricorso al TAR Calabria per chiedere l’annullamento del decreto del Questore di Cosenza. Dinanzi al Tribunale amministrativo si è costituita in giudizio l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catanzaro per il Ministero dell’Interno e per la Questura di Cosenza al fine di chiedere l’inammissibilità del ricorso, l’irricevibilità e/o comunque il rigetto nel merito per l’infondatezza della domanda. La stessa Avvocatura dello Stato ha chiesto, inoltre, la condanna del ricorrente alle spese e competenze del giudizio. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, definitivamente pronunciando sul ricorso, in totale accoglimento delle richieste formulate dagli avvocati Nicoletti e Serembe, lo ha accolto con annullamento del provvedimento impugnato.
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