I giovani si prendono la piazza. «Ascoltateci, è il nostro futuro»
A Reggio Calabria in 200 lanciano il manifesto per il futuro della città e chiedono l’apertura di un tavolo permanente con istituzioni e amministratori

REGGIO CALABRIA Più di 200 giovani, una piazza Italia insolitamente piena, otto tavoli tematici e venticinque proposte concrete per ridisegnare il futuro di Reggio Calabria. È questo il bilancio del primo grande appuntamento pubblico di Reggio 2031 – Forum delle Idee, il movimento apartitico nato a settembre del 2025 con l’obiettivo di portare la voce delle nuove generazioni al centro del dibattito politico cittadino. «Non siamo un movimento politico, siamo giovani che chiedono di essere ascoltati nelle scelte centrali per il futuro della nostra città», ha dichiarato il coordinatore Davide Latella aprendo l’evento. Un esordio che racconta già tutto: nessuna bandiera, nessuna tessera, solo idee e la volontà concreta di incidere.

Per una volta, i politici ad ascoltare i giovani
La serata ha avuto un sapore inedito. Per una volta non sono stati i giovani ad andare dai politici, ma i politici ad ascoltare i giovani. Tre candidati sindaci – Mimmo Battaglia, Francesco Cannizzaro ed Eduardo Lamberti-Castronuovo — erano presenti in piazza mentre il Forum presentava il proprio manifesto programmatico. «Molte volte siamo sempre noi che chiediamo a loro di salire sul palco e parlare», ha spiegato Latella, «questa volta abbiamo chiesto loro di fermarsi e ascoltarci. La politica va veloce, il mondo va veloce, ma stasera vi chiediamo di stare qui con noi». Giulia Melissari ha evidenziato uno dei nodi più dolorosi: «È mancato finora il dialogo con i giovani». E ha ricordato che tra le proposte del manifesto c’è anche un addendum speciale, quello dei bambini e delle bambine degli istituti Catanoso-De Gaspari, San Sperato Cardeto, Radice Alighieri e Nosside-Pythagoras-Moscato, ai quali è stato chiesto di immaginare la città che vorrebbero. «Se i giovani sono il presente», ha detto Melissari, «i bambini sono il futuro della nostra città».
Otto tavoli, venticinque proposte
Il manifesto nasce da un percorso lungo e partecipato. Il cuore del percorso è stato il Forum del 7 settembre 2025, che ha riunito più di 170 persone durante il quale abbiamo lavorato all’idea di città del futuro, attraverso attività, laboratori e dibattiti articolati in otto tavoli tematici: partecipazione giovanile e spazi aggregativi; cultura e sinergie istituzionali; Reggio come città universitaria; lavoro e contrasto alla fuga dei cervelli; valorizzazione e marketing territoriale; benessere e disagio giovanile; mobilità e connettività metropolitana; il mare come risorsa economica, sociale e turistica. Tre i bisogni trasversali che emergono con forza da tutto il documento: maggiore protagonismo giovanile nei processi decisionali, una cooperazione più solida tra le istituzioni cittadine — oggi troppo spesso disallineate — e una visione che finalmente abbracci l’intera area metropolitana, dalla Piana di Gioia Tauro alla Locride, superando i confini angusti del solo comune. «Queste proposte non sono un risultato tecnico ma un contributo, un input che offriamo alla nuova classe dirigente ispirandoci a esperienze riuscite in altri territori», ha sottolineato ancora Giulia Melissari. Il manifesto si rivolge esplicitamente a chi amministra e a chi amministrerà Reggio nei prossimi anni: non solo la politica, ma anche dirigenti pubblici, istituzioni culturali, autorità preposte alla sicurezza, al trasporto, ai servizi sociali, e il terzo settore. «Il manifesto è un bene della comunità» La richiesta finale è chiara e diretta: «Il manifesto è un bene della comunità. Chiediamo un tavolo di discussione con tutte le autorità cittadine, in nome di un nuovo dialogo». Il Forum si definisce «apartitico, attivismo puro e partecipazione pura» e conta di continuare a crescere, agganciando sempre più persone disposte a crederci. «Adesso arriva il lavoro più difficile», ammette Melissari: «dare continuità. Ma siamo disponibili a lavorare con tutti, mettendo le nostre competenze al servizio della città». Il riferimento al 2031 nel nome del gruppo non è casuale: coincide simbolicamente con la fine della prossima consiliatura comunale, l’orizzonte entro cui queste proposte dovranno trovare — o meno — risposta. Una cosa è certa: quella piazza piena era un segnale che sarebbe imprudente ignorare. (redazione@corrierecal.it)
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