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proroga delle indagini

Il “Teorema” a Crotone, disposto il carcere per Fabio Manica. Domiciliari per Luchetta e Bisceglia

L’indagine della Procura pitagorica aveva portato al sequestro d’urgenza dei beni e scatenato un vero e proprio terremoto politico

Pubblicato il: 17/04/2026 – 10:21
di Fabio Benincasa
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Il “Teorema” a Crotone, disposto il carcere per Fabio Manica. Domiciliari per Luchetta e Bisceglia

CROTONE Da questa mattina, gli uomini della Guardia di Finanza stanno notificando le misure cautelari disposte nei confronti di alcuni indagato dell’inchiesta “Teorema”. Il gip Assunta Palumbo ha disposto la custodia cautelare in carcere per Fabio Manica, già vicepresidente della Provincia, e per Giacomo Combariati. Divieto di dimora nel Crotonese, invece, per Francesco Manica, avvocato fratello di Fabio.
Disposti, invece, gli arresti domiciliari nei confronti di Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta (entrambi difesi dall’avvocato Sabrina Rondinelli) due dei professionisti coinvolti nell’inchiesta coordinata dalla procura di Crotone. Per entrambi la procura pitagorica aveva richiesto il carcere, il gip ha ritenuto sufficiente la misura dei domiciliari. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’avvocato Rondinelli aveva fornito una robusta documentazione difensiva a sostegno dei propri assistiti.
Secondo quanto ritenuto dal gip Palumbo le misure si sono rese necessarie per l’accertata sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e del rischio di reiterazione del reato. Il giudice ha sottolineato come la rete di relazioni sociali degli indagati e le modalità dei delitti contestati rendano le comuni prescrizioni di legge insufficienti a contenere il pericolo, optando per la restrizione della libertà personale. Il gip ha concesso inoltre una proroga di sei mesi agli inquirenti per completare l’attività investigativa.

L’operazione

Il blitz aveva portato al sequestro d’urgenza dei beni nei confronti dei soggetti coinvolti e scatenato un vero e proprio terremoto politico nel Crotonese. In totale erano stati 20 gli avvisi di garanzia emessi nei confronti di altrettanti indagati, accusati a vario titolo di corruzione, falso ideologico in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta “Teorema”, Manica «avrebbe – secondo l’accusa – messo a disposizione il suo ufficio per incidere sugli affidamenti e servizi pubblici». Un presunto giro di affidamenti illeciti che ha portato al sequestro di cinque società con Manica ritenuto dagli inquirenti «capo, promotore ed organizzatore» del sodalizio. L’indagato, a seguito del blitz, aveva rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale e provinciale di Crotone. (f.benincasa@corrierecal.it)

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