“L’Italia riparte dal Sud”, Fitto: «Coesione più moderna ed efficace per usare meglio i fondi Ue»
La Cgil lancia la sfida da Roma. Tra gli ospiti il vicepresidente esecutivo della Commissione europea e i presidenti delle Regioni Calabria, Puglia e Sardegna

ROMA Sotto lo slogan “Una e indivisibile. L’Italia riparte dal Mezzogiorno”, la Cgil ha chiamato a raccolta attori della politica e delle istituzioni con un obiettivo ambizioso: sottrarre la questione meridionale all’oblio del dibattito pubblico e trasformarla nella più grande vertenza nazionale dei nostri giorni. Una sfida di cui si è parlato a Roma, dove le porte del Centro Congressi Frentani si sono aperte per l’Assemblea nazionale del sindacato. Per la Cgil, la ripartenza dell’intero sistema Paese non può più prescindere dal riscatto del Sud, un riscatto da fondare su “lavoro di qualità, sviluppo sostenibile e giustizia sociale”. Proprio in queste ore, la Confederazione sta presentando un corposo documento programmatico per rispondere alle emergenze economiche e sociali che frenano il Mezzogiorno. Il piano d’azione si sviluppa lungo direttrici strategiche cruciali, che legano la tutela dell’ambiente alla rinascita industriale, passando per il potenziamento di infrastrutture, istruzione e ricerca, senza dimenticare la difesa della legalità, il nodo dei salari e il rafforzamento dei servizi pubblici sul territorio.

Fitto: «Modernizzazione e flessibilità per cambiare l’Europa»
Presente il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto: «Siamo in una fase di modernizzazione della politica di coesione. Dobbiamo rendere queste politiche molto più efficaci utilizzando gli strumenti nelle leve della flessibilità», ha spiegato Fitto a margine dell’evento.
«In modo particolare – ha aggiunto – dobbiamo partire da un elemento già verificato nell’attuale programmazione, due settimane fa abbiamo chiuso la prima revisione di programmi di coesione, dando agli Stati membri delle regioni la possibilità di modificare i contenuti degli attuali programmi, di scegliere su base volontaria i nuovi obiettivi. Gli obiettivi sono stati condivisi con gli Stati membri e con le regioni, che hanno prodotto un risultato molto positivo». Fitto ha spiegato che «la previsione appena conclusa ha riguardato 35 miliardi di euro, l’Italia l’ha affrontata per circa 7 miliardi di euro su alcune delle priorità che sono state indicate. Le priorità – ha aggiunto – sono la casa, l’acqua, l’energia, la competitività e la difesa. Su questo penso che si sia fatto un buon lavoro, dobbiamo proseguire in questo lavoro di adeguamento della politica di coesione perché i programmi attuali sono stati oggetto di una discussione e di un confronto tra la Commissione europea e gli Stati membri dal 2019 e 2021, sono stati sottoscritti nel 2022, spendere oggi le risorse così com’è si è deciso di farlo quattro anni fa rappresentare un limite enorme in un mondo che cambia, e quindi questa flessibilità è propedeutica anche al lavoro che stiamo facendo sul futuro bilancio, dove la politica di coesione deve essere appunto adeguata a questi nuovi scenari: un bilancio più flessibile, un bilancio più semplificato che sia in grado di finalizzare queste politiche e gli obiettivi che realmente dobbiamo portare avanti».

L’apertura dei lavori e la linea della giornata si è delineato con la relazione introduttiva di Christian Ferrari, segretario confederale della Cgil. Il dibattito, moderato dalla giornalista de Il Domani Daniela Preziosi, con un confronto serrato tra i diversi livelli istituzionali, a partire dall’intervento di Fitto, che durante l’intervista ha risposto anche a una domanda sulle immagini degli attivisti della Flotilla umiliati dal ministro israeliano Ben Gvir: «C’è la piena e totale condivisione delle parole del presidente della Repubblica. Le immagini sono incommentabili ed è ancor più grave che ciò che accada da parte di un ministro. C’è stata una condanna unanime da parte dell’intero sistema istituzionale, europeo e italiano. Tutti ci riconosciamo nelle parole di Mattarella», ha aggiunto.
Poi la parola agli amministratori che governano il territorio quotidianamente: Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, e Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna. A portare una riflessione profonda sui presidi di giustizia nel Meridione il magistrato Rocco Maruotti, segretario generale dell’Anm. Infine la conclusione con l’atteso intervento del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
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