Ecco “Network 4CalAgriRi-genera”: fare rete sull’agroalimentare in Calabria
Presentato in Cittadella il progetto di ricerca curato dall’Umg. Gallo: l’obiettivo è creare una piattaforma attraverso la quale le aziende possano fare rete

CATANZARO Fare rete sul territorio per trasformare il comparto agroalimentare calabrese in un modello di sviluppo sostenibile, identitario e replicabile a livello nazionale. È questo l’obiettivo di “Network 4CalAgriRi-genera: fare rete in Calabria sull’agroalimentare sostenibile per rigenerare aree rurali e comunità”, il progetto di ricerca ideato dal Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro. L’iniziativa, presentata oggi in Cittadella alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, si è aggiudicata il finanziamento ministeriale risultando vincitrice nell’ambito dell’Avviso Pubblico promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a supporto della Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Il progetto vede lo stanziamento di risorse economiche complessive pari a euro 135.000 dedicate alle sue specifiche azioni sul territorio. Il cuore operativo del network si svilupperà su due macro-azioni strettamente interconnesse: da un lato, la nascita di CALAgriFood, un hub digitale e gratuito volto alla condivisione di dati formativi sulla normativa agroalimentare, sulla finanza sostenibile e sull’educazione alimentare; dall’altro, la sperimentazione del metodo didattico innovativo “S.S.S. NutriAMOci” (Security, Safety & Sustainability).
Il progetto
«Il progetto – hanno affermato i promotori – intende inoltre aprire una nuova prospettiva di valorizzazione dei prodotti agroalimentari calabresi, collegando lo studio delle loro proprietà nutrizionali alla possibilità di raggiungere nuovi mercati in modo più consapevole, competitivo e fondato su dati scientifici. L’obiettivo è rendere la qualità calabrese non solo raccontata, ma anche misurabile, tutelata e comunicabile correttamente, affinché le imprese possano trasformare identità territoriale, sostenibilità e valore nutrizionale in reali opportunità di crescita». Il progetto si distingue per la densità della sua rete istituzionale. Oltre al coinvolgimento della Regione Calabria, di Smart City Instruments per lo sviluppo tecnologico della piattaforma, il network conta sull’adesione formale di ben 11 Comuni partner: Soverato, Montepaone, Montauro, Simeri Crichi, Borgia, Cariati, Amaroni, Serra San Bruno, Crosia, San Sostene e San Giovanni in Fiore. Di fondamentale rilievo anche la collaborazione con Slow Food Calabria e con il suo presidente Michelangelo d’Ambrosio e con Comalca (Consorzio mercato agricolo alimentare Calabria), che supporterà la gestione circolare delle eccedenze e sperimenterà il Marchio di Qualità “Comalca Cuore Verde”. Nei prossimi mesi verranno avviate le mappature degli operatori e i laboratori scolastici, con l’obiettivo finale di rilasciare un Vademecum ufficiale per la replicabilità di questo ecosistema virtuoso.
Gli interventi
«Il rapporto con l’università – ha detto l’assessore regionale Gallo – è una relazione che abbiamo fortemente rilanciato in questi anni. Credo che non ci sia mai stato un legame così intenso tra il Governo regionale pro tempore e le università calabresi, realtà che sono in continua crescita. Naturalmente, il settore agroalimentare è stato uno degli ambiti sui quali abbiamo investito maggiormente, e anche le università stanno facendo altrettanto. L’obiettivo è creare una piattaforma attraverso la quale le aziende possano migliorare le proprie competenze, fare rete e confrontarsi su temi fondamentali come la salute, la prevenzione e le questioni economiche. Riteniamo che questo sia un obiettivo importante da raggiungere. Allo stesso tempo, aumentiamo le competenze delle nostre imprese, alziamo sempre di più l’asticella della qualità e puntiamo su innovazione e formazione, elementi imprescindibili per costruire, anche in questi settori, una Calabria sempre più competitiva e performante». La ricercatrice di Diritto agrario alimentare dell’Umg, Maria Carlotta Rizzuto, responsabile scientifica del progetto, a sua volta ha evidenziato: «Abbiamo colto questa opportunità con l’obiettivo di fare rete in Calabria nel settore agroalimentare. Riteniamo, infatti, che questo comparto abbia bisogno di un approccio multidisciplinare, capace di integrare tre aspetti fondamentali tra loro: diritto, finanza e One Health, quindi salute e sicurezza. Il progetto si sviluppa lungo due linee strategiche. La prima riguarda la creazione della piattaforma “CalAgricood”, pensata per favorire la collaborazione, rafforzare la rete tra gli operatori e incentivare i rapporti partenariali, come previsto anche dal bando. La seconda linea strategica riguarda il metodo che intendiamo sperimentare attraverso “SSS Nutriamoci”, basato sulle tre “S” della sicurezza alimentare: Security, Safety e Sustainability. Un modello innovativo che punta a coniugare sicurezza, qualità e sostenibilità nel settore agroalimentare». (c. a.)
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