Strage di Amendolara, il dramma collaterale della famiglia Bruno: «In fumo anni di sacrifici»
Mentre la Procura di Castrovillari indaga sull’efferata uccisione dei quattro braccianti, pesanti ombre gravano sul futuro dei gestori del distributore

AMENDOLARA Preoccupazioni, difficoltà e timori per il domani. In poche ore Bruno e la moglie hanno visto andare in fumo la loro unica fonte di reddito. Un’attività costruita con anni di lavoro e sacrifici, dalla quale dipende il sostentamento della famiglia e dei loro due figli: è il dramma collaterale che si consuma ad Amendolara, nel Cosentino, dove quattro giovani braccianti sono stati bruciati vivi, uccisi dai loro caporali. Una strage su cui la Procura di Castrovillari sta lavorando per fare piena luce.
Nelle scorse ore il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, ha incontrato Franco Bruno, il gestore della stazione di servizio IP dove si è consumato l’orrore. Nel corso del colloquio, avvenuto presso l’abitazione del gestore a Francavilla, sono emerse tutte le angosce di chi ha perso tutto all’improvviso.
L’impianto, gravemente danneggiato dall’incendio, sarà sottoposto alle procedure previste dall’autorità giudiziaria. «Una situazione – osserva Rapani – che rende impossibile qualsiasi intervento immediato e che alimenta preoccupazioni e interrogativi sul futuro». «Ho trovato – ha spiegato il senatore – una famiglia profondamente provata. In questi giorni si è parlato molto di questa vicenda, ma c’è anche chi ha perso improvvisamente il proprio lavoro e oggi non sa cosa accadrà domani. Ho ascoltato le loro preoccupazioni e mi impegnerò a verificare ogni possibile forma di supporto che possa aiutarli ad affrontare questo momento così difficile».
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