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transizione energetica

Occhiuto: «Il Sud produce energia pulita, ma paga troppo. Con i prezzi zonali ci sarebbero più investimenti»

Il presidente della Regione invoca la riforma delle tariffe diversificate: «Potremmo ospitare data center o aziende energivore. Le rinnovabili implicano sacrifici»

Pubblicato il: 07/06/2026 – 9:22
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Occhiuto: «Il Sud produce energia pulita, ma paga troppo. Con i prezzi zonali ci sarebbero più investimenti»

Il Sud punta sulle rinnovabili, ma resta penalizzato da costi troppo elevati. A spiegarlo è Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera sul tema della transizione energetica in Italia. Il governatore mostra apprezzamento per il lavoro sul nucleare del ministro Pichetto Fratin, che aveva anche “rimproverato” le regioni per il blocco delle autorizzazioni relative all’energia rinnovabile. Occhiuto, da parte sua, rivendica il lavoro fatto in Calabria: «Nella mia regione favorisco ogni investimento, ma dovessi seguire solo l’interesse locale sarei più cauto».

Il prezzo dell’energia

Il presidente della Regione spiega il motivo: «Il Sud non beneficia in pieno dei prezzi bassi dell’energia pulita che genera. Oggi il mercato dell’energia in Italia è legato a meccanismi discutibili. Noi agganciamo il prezzo elettrico all’ultima centrale che chiude lo scarto tra domanda e offerta, dunque spesso lo colleghiamo al gas. Che è più caro. Facciamo pagare di più l’elettricità a imprese e famiglia perché così si incentivano le rinnovabili, che producono energia a costi più bassi e generano margini elevati per i produttori».

La soluzione dei prezzi zonali

La soluzione, spiega il governatore, sono i prezzi zonali, ovvero tariffe diverse nelle regioni in base al costo medio locale dell’energia. «Se una regione ha tante installazioni di fotovoltaico o eolico, la cui elettricità costa meno e determina il prezzo finale per più ore al giorno, il prezzo zonale dovrebbe permettere a quel territorio di trattenere parte del vantaggio di costo nelle bollette dei consumatori». Anche perché gli impianti prevedono sacrifici, soprattutto da parte delle comunità locali. «Nella mia regione – spiega al Corriere della Sera – ci sono tanti parchi eolici. Qualche tempo fa ho portato degli imprenditori in visita per investimenti nel turismo, ma non ritenevano interessanti certi siti per la presenza delle turbine eoliche». Mentre, con i prezzi zonali, ci sarebbero motivi in più per l’installazione di altri impianti, anche per far beneficiare alle famiglie calabresi dei bassi costi dell’energia.

«Potremmo ospitare data center o aziende energivore»

Una riforma, quella dei prezzi zonali, che però è al momento bloccata, quando invece «potrebbe diventare un fattore di attrazione degli investimenti nelle aree a prezzo dell’energia più basso». Ad oggi, invece, sul “lavoro” energetico del Sud chi ne beneficia è il Nord: «Grazie all’energia rinnovabile prodotta al Sud, il Nord gode di bollette un po’ più basse. Non voglio trattenere localmente tutto il beneficio di costo, un 30% sul prezzo della borsa elettrica, ma il 15% sì» aggiunge Occhiuto. Questo garantirebbe al Sud e alla Calabria sviluppo e crescita: «Potremmo ospitare data center o aziende energivore. Avremmo un ecosistema che attrae. Ma. certo, serve una politica industriale che preveda di investire in accumulatori e nel potenziamento della rete». (redazione@corrierecal.it)

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