San Giovanni in Fiore: Barile è il nuovo sindaco: battuto Ambrogio. Ora si apre la partita della governabilità
Il neo primo cittadino: «L’“anatra zoppa” non mi preoccupa, chiederò ai consiglieri di prendere coscienza del disastro combinato in questi anni»

SAN GIOVANNI IN FIORE Antonio Barile è il nuovo sindaco di San Giovanni in Fiore. L’ex primo cittadino torna alla guida del Comune dopo aver superato al ballottaggio Marco Ambrogio, in una sfida rimasta in bilico nelle prime fasi dello scrutinio ma che si è progressivamente consolidata a favore del candidato civico. Barile, quando sono state scrutinate ufficialmente 10 sezioni su 24, ha sconfitto Ambrogio con un distacco di quasi dieci punti, 54,23% contro il 45,77% dell’ex assessore del comune nonché marito dell’ex primo cittadino Rosaria Succurro.
La città silana è stata chiamata al voto ieri e oggi fino alle 15 per il turno decisivo. Il dato definitivo sull’affluenza si è attestato al 53,29% degli aventi diritto, in lieve calo rispetto al 55,95% registrato al primo turno del 24 e 25 maggio.
La vittoria di Barile, visto il risultato del primo turno, potrebbe profilare uno scenario complesso, quello della cosiddetta “anatra zoppa”, con un sindaco eletto ma privo di una maggioranza consiliare stabile, chiamato a costruire equilibri politici in un’assemblea potenzialmente frammentata. Sarà proprio la fase post-elettorale a definire la reale tenuta amministrativa della nuova consiliatura, tra la forza del risultato personale e la necessità di trovare un assetto politico in grado di garantire.
Barile: «Ha vinto San Giovanni in Fiore»
«La vittoria è di San Giovanni in Fiore e non mia. Spero che questa vittoria diventi un esempio per tutta la Calabria. Chiederò a tutti di collaborare con me, troveremo un comune disastrato. L’“anatra zoppa” non mi preoccupa, chiederò ai consiglieri di prendere coscienza del disastro combinato in questi anni. Se non lo vorranno fare, torneremo a votare e vinceremo con l’80%». Questo il primo commento di Barile.
Il primo turno e la base di partenza prima del ballottaggio
Al primo turno Marco Ambrogio, candidato del centrodestra sostenuto da una coalizione di dieci liste, aveva ottenuto il 45,24% dei consensi, risultando in testa rispetto agli avversari. Antonio Barile, già due volte sindaco della città, si era invece fermato al 26,22%, partendo dunque in seconda posizione.
Più distanti gli altri candidati: il civico Luigi Candalise, sostenuto anche da una lista riconducibile al Partito Democratico, aveva raccolto il 21,07%, mentre Giuseppe Belcastro si era attestato intorno al 7,5%. Quest’ultimo era sostenuto dall’associazione Donne e Diritti e da una lista collegata al Comitato 18 Gennaio, promosso tra gli altri dall’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.
Decisivo per l’esito del ballottaggio è stato il sostegno arrivato dagli altri schieramenti esclusi dal primo turno. Una parte consistente dell’elettorato di Luigi Candalise e Giuseppe Belcastro avrebbe infatti scelto di sostenere Barile, contribuendo a ribaltare i rapporti di forza emersi nella prima tornata.
Una dinamica politica che ha consentito al candidato civico di colmare il divario e superare Ambrogio, trasformando il ballottaggio in una convergenza ampia attorno alla sua candidatura. (redazione@corrierecal.it)
In aggiornamento
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