Ponte sullo Stretto, tre indagati per corruzione. Perquisizioni anche a Reggio Calabria – NOMI
Perquisizioni tra Lazio e Calabria nei confronti di un ex componente della Stretto di Messina Spa, un imprenditore reggino e un ex magistrato contabile

Perquisizioni da Roma a Frosinone fino a Reggio Calabria per sequestrare dispositivi elettronici e documenti nell’ambito dell’indagine della procura di Roma su una presunta corruzione legata all’iter amministrativo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La Procura capitolina ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e di eventuale sequestro nei confronti di tre indagati: Tommaso Miele, 70 anni, magistrato, ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti, in quiescenza dal febbraio 2026; Giacomo Francesco Saccomanno, 71 anni, avvocato, già consigliere di amministrazione della “Stretto di Messina Spa” e Vincenzo Virgiglio, 65 anni, imprenditore di Reggio Calabria.
I tre sono indagati, in concorso tra loro, per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
Le indagini – si legge in una nota della procura di Roma – avrebbero documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica “Ponte sullo Stretto di Messina”.
La promessa di incarichi e le informazioni riservate
Secondo quanto ricostruito dalla procura di Roma, l’avvocato e l’imprenditore, «al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa», avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il pensionamento. Un sostegno che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato subordinato alla sua «fattiva azione» per il concretizzarsi dell’obiettivo. I due, si legge ancora nella nota della procura, avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera infrastrutturale e avrebbero rivelato a soggetti terzi notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest’ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto la propria disponibilità fornendo aggiornamenti costanti sull’andamento della procedura condotta dalla magistratura contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo della Camera di consiglio in adunanza plenaria. Inoltre, avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre, nell’interesse della Stretto di Messina Spa, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società. In cambio, secondo l’accusa, avrebbe manifestato l’interesse a diventare presidente dell’Antitrust o di una società partecipata.
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato