Gli affari nella Piana tra armi, estorsioni e narcotraffico: la Procura stringe il cerchio attorno ai Bellocco – NOMI
Chiesti 20 anni per Umberto “Chiacchiera”. Linea dura per il cuore pulsante della consorteria di Rosarno nel maxiprocesso “Blu Notte”

REGGIO CALABRIA Linea dura per il cuore pulsante della consorteria di Rosarno nel maxiprocesso d’appello nato dall’inchiesta “Blu Notte”, l’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che ha squarciato il velo sulle nuove dinamiche della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Davanti ai magistrati della prima sezione della Corte d’Appello reggina, presieduta da Gianfranco Grillone con i consiglieri Giuseppe Perri ed Elvezia Antonella Cordasco, l’accusa chiesto la conferma per la quasi totalità delle condanne emesse in primo grado.
L’inchiesta
L’indagine, condotta dai Carabinieri, ha ricostruito la ragnatela di interessi di un clan capace di spaziare dall’associazione mafiosa al concorso esterno, passando per il porto e la detenzione di armi comuni e da guerra, estorsioni, usura, danneggiamenti aggravati dalle finalità mafiose, riciclaggio e autoriciclaggio, fino a una pervasiva associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Una multinazionale del crimine con profonde radici a Rosarno e San Ferdinando, ma capace di proiettare i propri interessi economici in molte regioni d’Italia e di contare su solidissime e strategiche ramificazioni all’estero.
Le richieste
Al centro della scena la figura del principale indagato, il 39enne Umberto Bellocco, alias “Chiacchiera”, indicato dagli inquirenti come il boss reggente dell’omonima cosca e leader indiscusso della consorteria. Per lui, il sostituto procuratore generale ha chiesto ai giudici di secondo grado la totale conferma della sentenza pronunciata in primo grado: 20 anni.
La richiesta di conferma della condanna è arrivata anche per Giovanni Nocera, Alessandro Marando , Gaetano Palaia classe ’96 , Maria Serafina Nocera , Massimo Larosa , Antonio Mandaglio, Vincenzo Palaia, Natale Trimboli , Benito Palaia, Antonio Barrese , Domenico Bellocco , Francesco Antonio Bellocco , Michelangelo Bellocco, Michele Bellocco e Rocco Bellocco, Antonino Biondo, Rosario Caminiti , Enrico Condoleo , Pasquale Furuli , Williams Gregorio, Massimo Lamari , Michele Larosa , Vincenzo Lombardo, Francesco Nocera, Antonio Paladino, Giovanni Palaia classe ’82, Gaetano Palaia classe ’74, Gaetano Palaia classe ’91, Martina Palaia, Antonio Restuccia, Rocco Stilo, Ramy Serour, Michele Tiberio, Antonio Maiuri, Gabriele Ursino e Luciano Callisti.
Per Palaia Francesco Benito invocata l’assoluzione per il capo 58 («perché il fatto non sussiste») e la riqualificazione del capo 57 in esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p.) con esclusione dell’aggravante mafiosa e conseguente difetto di querela.
Per Bellocco Emanuela chiesta l’assoluzione per il capo 28 («per non aver commesso il fatto») e per un troncone del capo 53 legato al denaro provento di una estorsione.
Per Delfino Rocco e Scarmato Domenico: avanzate richieste di assoluzione rispettivamente per il capo 56 («perché il fatto non costituisce reato») e per il capo 82 («per non aver commesso il fatto»).
La Corte d’Appello ha delineato il calendario delle discussioni che si snoderà attraverso le udienze del 28 ottobre, 25 novembre, 27 gennaio 2027. (m.r.)
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