Tra sconfitte e silenzi, il Pd calabrese cerca una via d’uscita
Le ultime amministrative aggravano il bilancio negativo del centrosinistra. Gli alleati invocano un cambio di passo, ma nel partito non si intravedono ancora svolte imminenti

“Ha da passà ‘a nuttata”. E’ questa, in linea con una delle espressioni più celebri del teatro italiano, resa immortale da quel gigante della drammaturgia universale che fu Eduardo De Filippo, la filosofia, vagamente ottimistica, che sembra ancora dominare all’interno del Pd calabrese a dispetto della serie di performance negative allineatesi, una dopo l’altra, nelle più recenti scadenze elettorali. Giusto? Sbagliato? Chissà. Certo, non sono bastate a determinare una svolta la sonora sconfitta delle regionali di ottobre scorso e, in ultimo, le debacle di Reggio Calabria, Crotone e Palmi (alcuni dei principali centri al voto), finite già nel primo turno delle più recenti amministrative nel carniere del centrodestra. Non solo a confermare che piove sul bagnato per il fronte progressista e, nello specifico per il maggiore partito di quella coalizione, si aggiungono adesso le sofferenze patite anche nelle altre sfide nei rimanenti due centri con popolazione superiore a 15 mila abitanti: Castrovillari e San Giovanni in Fiore. Totale: quattro municipi tra i più popolosi su cinque assegnati al centrodestra – che sembra rimanere in piedi malgrado il colpo ricevuto qualche mese fa dalla bordata di no registrati al referendum sulla giustizia – e uno consegnato ad un sindaco, anche lui di centrodestra, privo di una sua maggioranza. Con tutte le conseguenze del caso. Persa dai dem la capitale del Pollino dove Anna De Gaio, del centrodestra, ha prevalso sul rivale Ernesto Bello, c’è da metabolizzare adesso anche la mezza sconfitta rimediata nella capitale della Sila. Tra i contrafforti dell’altopiano, infatti, è stato bocciato dagli elettori lo sfortunato candidato sindaco Marco Ambrogio, marito dell’ex sindaca di Fi Rosaria Succurro, ma, nemmeno il vincitore, l’ex primo cittadino Domenico Barile, di area centrodestra – soccorso dai candidati Luigi Candalise e Giuseppe Belcastro, entrambi di area progressista- se la passa molto bene. A lui i concittadini hanno consegnato la più classica delle anatre zoppe: il Consiglio comunale della città di Gioacchino sarà infatti saldamente in mano – prodigi del voto disgiunto – agli eletti del centrodestra che hanno ottenuto molti più consensi (circa 1.400) rispetto al loro aspirante primo cittadino. Insomma, il rischio di un prossimo ritorno alle urne non è davvero da escludersi. Momento decisamente non facile, dunque, per il Pd regionale. Cosa accadrà adesso? Il partito di Nicola Irto, con un post pubblicato sui social all’indomani del primo disastroso turno delle ultime elezioni amministrative, si era detto pronto ad aprire una “riflessione approfondita e senza filtri”. L’appuntamento era stato fissato per la conclusione turno di ballottaggio del 7 e l’8 giugno. Bene. Adesso la ‘riflessione’ può essere aperta ma tutto o quasi sembra tacere, sebbene il secondo sfortunato round abbia sostanzialmente confermato la fase di difficoltà attraversata da un partito che, in Calabria, continua a perdere posizioni e ad annaspare. La periferia è in subbuglio ma quel che appare quasi certo è che, molto probabilmente, non ci dovrebbero essere sconvolgimenti e tutto parrebbe destinato a rimanere sostanzialmente come prima. Intanto qualche voce si è levata da Sinistra italiana che ha chiesto già all’indomani del primo turno di cambiare subito passo. «E’ ora di partire dai dati reali e di lavorare per un’opposizione forte alla Regione», ha intimato il segretario regionale Ferdinando Pignataro, benché Avs sia fuori dall’aula di Palazzo Campanella. E non è tutto: a risultato del ballottaggio acquisito è stato anche il turno di Europa Verde, l’altra costola dell’alleanza, che parlato per bocca del portavoce regionale Giuseppe Campana secondo cui “i progressisti temono di vincere”, ragione per la quale sarebbe auspicabile superare quello che ha definito “un metodo che produce minoranze”.
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