Lamezia Terme, il Partito Democratico attacca: «Ritardi inaccettabili, la città è bloccata»
Il Pd afferma: “Siamo arrivati a metà giugno e del bilancio consuntivo non vi è ancora alcuna traccia in Consiglio comunale”

LAMEZIA TERME “Una città bloccata, prigioniera di un’amministrazione che calpesta le tempistiche dettate dalla legge e sceglie la via del silenzio di fronte a scadenze fondamentali ormai ampiamente superate”. È questa la denuncia contenuta in una nota diffusa dal Partito Democratico di Lamezia Terme, che afferma: “Siamo arrivati a metà giugno e del bilancio consuntivo non vi è ancora alcuna traccia in Consiglio Comunale. Il termine ordinario fissato dalla normativa al 30 aprile era stato prorogato al 30 maggio per i comuni interessati dal ciclone Harry dello scorso gennaio. Si è trattato di una scappatoia di cui la nostra amministrazione ha cinicamente approfittato per prendere tempo, pur non avendo la città subito alcun danno reale da giustificare tale rinvio. Eppure, nonostante questo comodo salvagente, i termini sono nuovamente e ampiamente scaduti, certificando un ritardo ingiustificabile che paralizza la macchina amministrativa. A questa grave inadempienza contabile si somma un ulteriore, inquietante stallo istituzionale. I dieci giorni previsti dalla legge per procedere alla surroga del consigliere Mimmo Gianturco, decaduto a seguito della sua nomina ad assessore, sono scaduti. Il Testo Unico degli Enti Locali parla chiaro e impone tempi rapidi per garantire la piena funzionalità e la completezza democratica dell’aula. Eppure, la presidenza del Consiglio e il sindaco continuano a non convocare l’assemblea cittadina. Il forte sospetto è che si stia bloccando tutto per gestire le profonde e caotiche contraddizioni politiche che stanno lacerando la maggioranza, nel disperato tentativo di ricucire i pezzi lontano dagli occhi della città. Assistiamo infatti a un cortocircuito politico grottesco: due consiglieri comunali di maggioranza e un assessore hanno recentemente aderito a “Futuro Nazionale”, il movimento di Vannacci. Una sigla che a livello nazionale si colloca all’opposizione rispetto al centrodestra, ma che qui a Lamezia rimane comodamente seduta a supporto della giunta. La totale mancanza di coerenza di questa operazione è certificata persino dalle parole del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, da sempre principale sostenitore politico di questa amministrazione. Occhiuto è stato tranciante nel dichiarare che Vannacci deve stare fuori dal centrodestra perché la sua proposta politica rischia di “inquinare la coalizione”. Eppure, mentre ai piani alti della Regione si traccia una linea di netta demarcazione, a Lamezia Terme si fa finta di nulla. Pur di mantenere la poltrona e garantire la sopravvivenza numerica della giunta, i partiti tradizionali della maggioranza accettano in silenzio la presenza di chi, secondo il loro stesso leader regionale, inquina l’area politica di governo”. Prosegue il Pd: “Tenere in ostaggio il bilancio consuntivo e la composizione dell’assise cittadina per assecondare questi balletti, sfidando il doveroso intervento della prefettura e rischiando concretamente lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale pur di prendere tempo e mascherare queste faide interne, è la dimostrazione palese di un esecutivo arrogante e scollato dalla realtà. Pretendiamo che si metta immediatamente fine a questo immobilismo indecoroso. Il sindaco e la presidenza del Consiglio si assumano le loro responsabilità, convocando d’urgenza l’assemblea cittadina alla luce del sole per ripristinare il plenum del Consiglio e per l’approvazione del rendiconto finanziario. Lamezia Terme merita un governo trasparente che operi nel rispetto delle regole, non un’amministrazione che gioca a nascondino bloccando il futuro della comunità per salvaguardare equilibri di potere ormai indifendibili”.