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la polemica

​Ospedale di Catanzaro, è scontro totale tra Pd e Tallini sul futuro del “Pugliese-Ciaccio”

Il gruppo del Pd al Comune: «Da Tallini lezioni fuori tempo massimo». La controreplica di Tallini: «Il Pd “bonsai” vuole desertificare Catanzaro»

Pubblicato il: 19/06/2026 – 11:48
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CATANZARO «Prendiamo atto del recente intervento sulla stampa dell’On. Domenico Tallini in merito all’ubicazione del nuovo ospedale della città e dell’area centrale della Calabria.  Sentir parlare di “diktat romani” da chi, per lunghi anni, ha ricoperto ruoli di primissimo piano sia come consigliere comunale che come presidente del Consiglio regionale della Calabria, fa sorridere in ragione della scarsa credibilità delle motivazioni a sostegno delle tesi dell’On.Tallini. Se c’è qualcuno che di logiche di partito, equilibri centralisti e dinamiche di potere si intende, quello è proprio l’On. Tallini, che di quella stagione politica è stato indiscusso protagonista». Così in una nota il gruppo del Pd al Comune di Catanzaro. ​Il nostro compito oggi, come moderna classe dirigente alla guida della città Capoluogo di Regione, è diametralmente opposto: siamo impegnati – spiega il gruppo del Pd – a riparare i danni e a sanare le troppe storture che le scelte di quella passata stagione politica hanno lasciato in eredità a Catanzaro. Troviamo inoltre singolare, se non del tutto contraddittorio, che oggi l’On. Tallini esprima preoccupazioni per l’impatto ambientale che una nuova struttura sanitaria avrebbe nell’area di Germaneto che, peraltro, avrebbe tutti i requisiti suggeriti dall’Oms in tema di nuova edilizia sanitaria. Parliamo di una zona nata e pensata proprio come polo di espansione direzionale, universitario e di servizi; un’area la cui valorizzazione lo stesso Tallini non ha impedito nel corso della sua lunghissima carriera politica. Se l’obiettivo è la tutela del territorio e la qualità dei servizi, non si può non ribadire un dato evidente: ipotizzare una simile opera in una zona già drammaticamente congestionata come quella che gravita attorno all’attuale presidio “Pugliese” significherebbe paralizzare definitivamente la vivibilità di quel quartiere, con ripercussioni negative per l’intera città. Germaneto rappresenta una scelta di respiro strategico e di decongestionamento urbano. ​Al di là delle geometrie politiche e delle nostalgie del passato, per il Partito Democratico – conclude il gruppo dem – una scelta di questa portata deve rispondere a un unico, fondamentale criterio: mettere al centro del ragionamento il paziente, il suo diritto alla salute e la dignità lavorativa di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario che quotidianamente opera nelle nostre strutture. Catanzaro ha bisogno di un ospedale moderno, accessibile e funzionale, non di vecchie polemiche strumentali».

La controreplica di Tallini: «Il Pd “bonsai” vuole desertificare Catanzaro»

Non si è fatta attendere la controreplica di Domenico Tallini, che torna a difendere la sua posizione accusando il Pd cittadino di voler imporre una visione penalizzante per il territorio e per gli ospedali storici Pugliese e Ciaccio. «Un merito quanto meno va riconosciuto al mini-gruppo del Partito Democratico per la sua scomposta replica alle mie osservazioni. Senza attendere il Consiglio Comunale che dovrà discutere sulla localizzazione del nuovo ospedale, dove ogni gruppo si esprimerà liberamente, la città conosce in anticipo chi sono i complici dell’insano disegno di rottamare gli ospedali Pugliese e Ciaccio e trasferire tutto nella vallata del Corace, su un’area alluvionale e a rischio inondazioni. Il Pd “bonsai” di Palazzo De Nobili, “forte” di due soli consiglieri, vorrebbe imporre la sua sconsiderata visione ad un’intera assemblea e ad un’intera città. L’arroganza e la protervia dei cosiddetti “democratici” sono tali da travolgere nei loro sommari giudizi gli stessi numerosi esponenti con tessera del PD che hanno aderito al Comitato “L’Ospedale al Pugliese”. Bisognerà capire, e prima o poi lo capiremo, quali misteriose ragioni portano il PD “bonsai” di Catanzaro a mettere a repentaglio l’esistenza stessa della città che verrebbe cancellata da un trasferimento di tutte le attività ospedaliere nella valle del Corace, determinando una desertificazione senza precedenti in tre-quarti del territorio. La partita si sposti ora in Consiglio Comunale e lì la città potrà verificare le posizioni di ognuno. Non sarà una discussione asettica e non ci sarà una divisione tra sinistra e destra, tra moderati e progressisti, ci sarà invece uno spartiacque tra chi ama e difende Catanzaro e chi invece la svende».

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