Polemiche, divisioni, forzature, silenzi. Il nuovo ospedale è la “polveriera” della politica a Catanzaro
Il dibattito sulla localizzazione del futuro presidio – se mai si farà – è letteralmente esploso. In vista uno “scivoloso” Consiglio comunale. Fari puntati su Fiorita, sempre più deciso a ricandidarsi

CATANZARO La “deadline” dovrebbe essere tra il 6 e l’8 luglio, quando dovrebbe arrivare al pettine il “nodo” della localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro (ammesso – e non concesso – che un giorno si farà davvero, perché a oggi non c’è manco un progetto). Il tema, che continua a rivelare complessivamente l’incapacità della politica catanzarese a governare i processi evitando il provincialismo e il piccolo cabotaggio, negli ultimi giorni è letteralmente “esploso” sotto il fuoco di furibonde polemiche che stanno dividendo verticalmente e anche un po’ trasversalmente le forze politiche nel capoluogo. Tra il 6 e l’8 luglio – filtra da fonti di Palazzo De Nobili – dovrebbe tenersi il Consiglio comunale, uno “scivoloso” Consiglio comunale, chiamato a decidere dove fare il nuovo ospedale. Ma allo stato attuale non ci sono assolutamente le condizioni per aspettarsi dall’”aula rossa” una decisione univoca e unitaria, a conferma della debolezza della classe dirigente catanzarese.
Il tema del contendere
L’oggetto del contendere, nel complesso di un progetto comunque ammantato di tante incertezze (come quella che riguarda la reale disponibilità delle risorse finanziarie), è dunque la localizzazione del nuovo ospedale: l’alternativa è tra un’area tra l’attuale ospedale Pugliese e il presidio del Ciaccio nell’area nord di Catanzaro, già individuata dal Consiglio comunale di Catanzaro tanti anni fa e in tempi sicuramente diversi da quelli attuali, e un’area invece adiacente al Policlinico Mater Domini a Germaneto, opzione quest’ultima che ha oggettivamente un respiro più “moderno”. Si segnala che la prima opzione ha il sostegno di buona parte della politica cittadina e dell’attuale Consiglio comunale ma non di tutta la politica e di tutto il Consiglio mentre la seconda, a Germaneto, è l’opzione gradita anche dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, che tuttavia ha sempre detto di volersi rimettere alle decisioni del territorio, quindi della politica catanzarese (sempre che una decisione arrivi in tempi celeri, ma i tempi sono ormai scaduti…). Si è provato a rilanciare il dibattito a giugno del 2025, con un Consiglio comunale ad hoc che avrebbe dovuto esprimere una posizione possibilmente unitaria sulla localizzazione, da trasmettere poi alla Regione e al governatore Occhiuto, e invece quel Consiglio comunale si rivelò sostanzialmente un fallimento, saltando per la mancanza del numero legale e rivelando le profonde divisioni all’interno dei due schieramenti, sia del centrosinistra sia – per la verità – anche del centrodestra e dell’opposizione in generale. Fu una pagina abbastanza triste della storia politica di Catanzaro: il rischio è che potrebbe essere ripetuta anche tra qualche settimana. La realtà è che nella politica catanzarese, anche qui trasversalmente, molti in realtà temono la “fine” dell’attuale presidio del Pugliese e con esso di un intero quartiere a nord di Catanzaro, rivelando però una visione ancora molto provinciale delle cose.
Le ultime novità
Su tutta questa vicenda negli ultimi mesi si sono verificati alcuni eventi che stanno pesantemente riverberano i loro effetti in queste ore. Il primo è stata la decisione di Occhiuto di affidare al Politecnico di Milano uno studio di fattibilità sulle ipotesi di localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro, decisione da alcuni ritenuta un “commissariamento” del Comune capoluogo ma che in realtà ricalca una analoga decisione adottata anche per il nuovo ospedale di Cosenza. Il secondo evento è stata la nascita di un Comitato – “L’ospedale al Pugliese” – che dice no al nuovo ospedale puntando invece sul potenziamento dell’attuale Pugliese: comitato nato dal basso, trasversale ma ora diventato a tutti gli effetti un soggetto politico, forse anche oltre le intenzioni dei suoi promotori. E poi, il fatto che un partito come il Pd abbia rotto gli indugi e l’immobilismo generale forzando un po’ la mano e schierandosi apertamente per la soluzione Germaneto ma scatenando anche un vero e proprio putiferio. Perché i dem, forse loro malgrado, adesso hanno praticamente obbligato tutte le forze politiche a schierarsi e a uscire dalla consegna del silenzio (spesso imbarazzato). E le posizioni in campo sono diverse e diversificate.
Le posizioni in campo
In verità, in questo dibattito c’è chi vola alto, c’è chi vola basso, c’è chi non vola proprio, poi c’è chi difende interessi particolari e chi ha una visione un po’ più generale. Intanto, sotto i “riflettori” di tutti, e forse anche un po’ sulla “graticola”, c’è il sindaco Nicola Fiorita, sempre più deciso a ricandidarsi nel 2027. Fiorita per mesi non si è sbilanciato ma negli ultimi tempi ha mostrato una certa propensione verso l’opzione Germaneto, rivelando una sorta di asse con il Pd: secondo molti analisti si tratterà di capire quanto su questa posizione potrebbe incidere l’ultima fiammata polemica. I “bene informati” sostengono che sull’opzione Germaneto sarebbero attestati, con qualche distinguo interno, ovviamente in linea con il “gradimento” di Occhiuto, Forza Italia (a parte Antonello Talerico), la Lega di Filippo Mancuso, che – si ricorderà – è stato il “padre” della “Dulbecco” nata dalla fusione tra Pugliese e Mater Domini, Noi Moderati e forse, più per spirito di coalizione che per reale convinzione, anche Fratelli d’Italia, più qualche altro consigliere sparso nel centrosinistra. Dall’altro lato, sulla scorta anche della convenzione che alla fine il Politecnico di Milano indicherà come opzione preferibile Germaneto (assecondando i “desiderata” di Occhiuto), importanti esponenti politici come Mimmo Tallini, che oggi è tornato prepotentemente sulla scena politica con Fn di Vannacci e tra l’altro ha aderito al Comitato “L’ospedale al Pugliese”, e una pattuglia consistente del gruppo misto in Consiglio comunale, quel misto che garantisce la sopravvivenza dell’amministrazione Fiorita, giusto per intendersi: le cronache degli ultimi giorni del resto consegnano un feroce botta e risposta tra Pd, Tallini e Misto. Da ricordare poi anche posizioni più articolate, come quella di Francesco Pitaro, candidato sindaco in pectore, che da anni si batte per il secondo pronto soccorso al Policlinico di Germaneto denunciando anche il progressivo depauperamento della sanità catanzarese. In conclusione, è una “polveriera”, il tema del nuovo ospedale: perché, numeri alla mano, la politica cittadina e il Consiglio comunale di Catanzaro rischiano di presentarsi letteralmente spaccati all’appuntamento chiave delle prossime settimane. E sarebbe un clamoroso passo indietro persino rispetto a dieci anni fa. Oltre che un gravissimo flop. (a. cant.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato