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Il calabro-tedesco Pantisano alla guida della sinistra della Linke

Socialista, è il primo italo-tedesco a diventare leader di un partito in Germania

Pubblicato il: 21/06/2026 – 7:12
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Il calabro-tedesco Pantisano alla guida della sinistra della Linke

ROMA Un passaggio forse storico per la politica tedesca porta il nome e il volto di Luigi Pantisano. L’architetto e parlamentare quarantaseienne, figlio di emigrati calabresi, è stato eletto nuovo presidente della Linke, diventando il primo italo-tedesco a guidare un partito politico a livello nazionale in Germania. L’elezione di Pantisano – personaggio del quale il Corriere della Calabria si è già occupato più volte –  è avvenuta durante il congresso del partito a Potsdam, nel Brandeburgo, dove Pantisano ha ottenuto il 53% dei voti dei delegati. Un risultato sufficiente per conquistare la leadership, anche se inferiore alle aspettative di una parte della base. Al suo fianco è stata riconfermata alla copresidenza Ines Schwerdtner, che ha raccolto un ampio consenso. Nel suo intervento, Pantisano, che ha rivendicato con forza la sua appartenenza politica, “Io sono socialista”, ha detto . ha ricordato proprie radici e il legame con la storia dell’emigrazione italiana in Germania. Nato a Waiblingen, nel Baden-Württemberg, ha parlato del sacrificio dei genitori, arrivati nel Paese come lavoratori immigrati. Un percorso familiare che affonda le sue radici a Cariati, sulla costa ionica calabrese, dove il futuro leader della Linke ha trascorso parte della sua infanzia insieme ai fratelli. «Sono figlio di lavoratori immigrati italiani. I miei genitori hanno lavorato duramente per garantire a noi figli un futuro migliore», ha dichiarato davanti ai delegati, sottolineando come quei valori abbiano plasmato il suo impegno politico. Inoltre, Pantisano ha rivolto dure critiche al cancelliere Friedrich Merz e ai socialdemocratici, accusandoli di non dare risposte concrete alle esigenze dei lavoratori. Secondo il neo presidente della Linke, il partito dovrà tornare a rappresentare con maggiore forza chi vive quotidianamente le difficoltà del mondo del lavoro, dalle famiglie operaie ai dipendenti che faticano a conciliare occupazione e vita privata. Tra i temi centrali del suo programma figurano la tutela dei diritti sociali, la lotta alle disuguaglianze economiche e una posizione contraria all’aumento delle spese militari. «La Linke vuole la pace», ha affermato, ribadendo la tradizionale linea pacifista della formazione politica. Pantisano ha inoltre richiamato la propria esperienza personale, ricordando episodi di discriminazione e pregiudizio vissuti nel corso degli anni. Ha quindi lanciato un messaggio contro le disuguaglianze sociali e contro quella che considera una crescente distanza tra le élite economiche e i cittadini comuni. L’elezione del parlamentare italo-tedesco arriva in una fase favorevole per la Linke. Dopo anni di difficoltà e divisioni interne, il partito sta registrando una crescita nei consensi, attestandosi secondo i principali sondaggi tra il 10 e il 12 per cento, avvicinandosi ai livelli della Spd. Al contrario, appare in netto calo il consenso per il movimento fondato da Sahra Wagenknecht, oggi accreditato di percentuali inferiori alla soglia necessaria per entrare in Parlamento. (redazione@corrierecal.it)

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