Lavoro e giovani, da Maierato parte la proposta della Uil. Senese: «Abbattere l’Irpef per gli under 35»
Occupazione femminile e l’IA nel mondo del lavoro al centro dell’assemblea. La segretaria regionale: «Una grande opportunità, ma va monitorata»

MAIERATO Abbattere l’Irpef per i lavoratori under 35 per incentivare il lavoro giovanile, tentanto così di invertire la tendenza dell’emigrazione giovanile. La proposte parte da Maierato, al congresso regionale della Uil Calabria. A spiegare l’idea è la segretaria regionale Mariaelena Senese, alla presenza – durante l’assemblea – del segretario generale Pierpaolo Bombardieri e del presidente della Regione Roberto Occhiuto. «Per noi il tema salariale va di pari passo con la pressione fiscale» ha esordito Senese, presentando il report legato alla proposta. «L’Irpef regionale è dell’1,73%, ma abbiamo addizionali comunali che rasentano il massimo in tutti i comuni del territorio calabrese».
«Non possiamo parlare solo di turismo»
Senese accoglie positivamente i numeri di Bankitalia che mostrano «la vivacità e il dinamismo dell’economia calabrese». Ma quei numeri – aggiunge – «vanno letti bene. In particolare, il reddito pro capite in Calabria è di 16.800 euro, ben al di sotto della media nazionale. Abbiamo sentito parlare di aumento del Pil e dell’export, ma intanto i nostri giovani continuano ad andare via. Questo vuol dire che si investe in settori che non determinano crescita, sviluppo e innovazione. Se continuiamo a parlare sempre del turismo, un settore caratterizzato dalla stagionalità e dalla precarietà, allora la Calabria non partirà mai e non potremo parlare di sviluppo concreto in questo territorio». E bisogna investire anche sul lavoro femminile: «Continuiamo a registrare dati drammatici, parliamo del 37% in Calabria, ben al di sotto del 51% del Nord e del 62% che richiede l’Europa. C’è molto da fare quando si parla di occupazione femminile e sembra strano e ridicolo incentivare la natalità se poi non mettiamo le donne nelle condizioni di poter fare figli e riuscire a conciliare la vita con il lavoro».
L’intelligenza artificiale e il lavoro
La sfida centrale nel mondo del lavoro, oggi, è anche l’intelligenza artificiale e lo sviluppo tecnologico. Lo slogan scelto per il Congresso parla chiaro: «Il lavoro cambia, i diritti restano». «Noi siamo sempre stati un sindacato molto aperto all’innovazione, ma con la consapevolezza che i grandi cambiamenti devono essere accompagnati, monitorati senza perdere la centralità della persona, del lavoro e della dignità di chi lavora. Quando parliamo di intelligenza artificiale, sentiamo parlare spesso di aumento della produttività. Noi ci chiediamo di che produttività stiamo parlando, se migliorerà la qualità del lavoro, i salati, le condizioni di sicurezza. L’IA è una grande opportunità ma va comunque guidata dalla mano e dal pensiero dell’uomo, che non può competere con la velocità di ChatGPT, ma non dobbiamo perdere di vista la sensibilità umana, la coscienza e soprattutto il pensiero critico. L’intelligenza artificiale – conclude Senese – deve essere accompagnata e monitorata, gli strumenti ce li abbiamo e sono chiari: partiamo dalla contrattazione collettiva e dal dialogo sociale». (ma.ru.)
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